Fine del patto generazionale

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C’ era una volta la lotta classe, che nei vecchi libri di storia ci veniva spiegata come un eterno conflitto tra gli sfruttati e gli sfruttatori, i servi e i padroni, gli operai e gli imprenditori. A parte qualche sindacalista sfegatato e qualche nostalgico del Muro di Berlino, ormai nessuno parla più di lotta di classe, soprattutto da quando è arrivata la crisi e gli imprenditori non se la cavano meglio dei loro dipendenti, tanto è vero che molti di loro in questi ultimi anni hanno tirato giù il bandone e talvolta persino deciso di farla proprio finita.

Ma anche se si è assopita la lotta tra le classi, non si può certo dire che la nostra società si sia pacificata. E qui non mi riferisco alle orde di vandali che ogni tanto calano sulla città di Roma per sfasciare vetrine e incendiare cassonetti oppure giocano a fare i guerriglieri in Val di Susa per impedire la costruzione della Tav: pur essendo dei violenti e facendo ingenti danni, sono comunque una minoranza che non rappresenta niente di veramente preoccupante per la nostra democrazia.

In realtà c’è un altro conflitto, latente, molto più vasto che ancora non è venuto pienamente alla luce, ma potrebbe esplodere prima o poi e chissà quali conseguenze avere. Il vero conflitto è quello che nascerebbe qualora i nostri giovani prendessero piena coscienza del fatto che la generazione dei loro padri e dei loro nonni, che sono andati in pensione col sistema retributivo o che stanno per andarci con il sistema attuale, li hanno caricati di un peso insostenibile, che si chiama “debito pubblico” e che li costringerà a pagare tasse sempre più alte e a vedere i servizi sociali, come la sanità e l’istruzione, sempre più ridotti. Il debito pubblico, inoltre, è un ostacolo fortissimo per la crescita e, come si è visto,genera disoccupazione, che arriva a cifre impressionanti proprio tra i giovani.

Una volta, oltre alla lotta di classe, c’ era anche un patto fra le generazioni, un tacito accordo, per cui si lavorava, si guadagnava e si metteva da parte per i figli che nascevano e per quelli che sarebbero nati in futuro. Questo valeva per i privati cittadini ma valeva anche per lo Stato. Era un vero e proprio contratto sociale tra il presente e il futuro, ed era questo il motore che faceva girare la società occidentale rendendola ricca e prospera.

Ma da un certo momento in poi è come se fossimo tutti impazziti, non solo i politici che ci hanno governati, anche noi stessi che li abbiamo eletti, politici di una parte e dell’altra, sia chiaro; e il debito pubblico è iniziato a crescere a dismisura, fino a raggiungere, in Italia, il 130 % della ricchezza di tutta la Nazione (Prodotto Interno Lordo).

Cosa faranno i nostri ragazzi quando capiranno in quale trappola sono stati cacciati da quelli che li hanno preceduti e che avrebbero dovuto pensare amorevolmente al loro futuro?

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

5 Comments

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  • Credo che dare la colpa ai rematori quando la nave affonda sia offensivo, no? Se sono state prese decisioni da persone scellerate, credo sia colpa loro, non di chi è stato tradito, ingannato, derubato ed infine, come sta facendo lei signor Riviello, anche colpevolizzati perché hanno fatto quello che la società aveva chiesto.
    Sono abbastanza giovane e non sopporto che si sputi sul lavoro dei miei familiari e sulla loro condotta.
    Forse si dovrebbe iniziare a dare le colpe a chi ce l’ha e non addossarle alle vittime, che se le prendono anche se non le hanno, solo perché sono persone oneste.
    Riflettiamo su come ringraziare chi ha lavorato una vita e con questo dato la possibilità di metterci in gioco.
    L’unica cosa sensata da dire è che la Democrazia Cristiana prima, Craxi poi e Silvio infine hanno devastato l’Italia, prendendo per i fondelli persone semplici che in loro riponevano delle speranze. Se i nostri genitori non hanno avuto la forza di opporsi a questo, semplicemente perché avevano le loro e le nostre vite da portare avanti, veramente vogliamo dire che sono colpevoli? Scusiamo così tanto i nostri politici da non addossargli neanche le colpe che hanno?

    Alessio Lombardini 5 anni ago Reply


    • Guarda con attenzione il grafico in alto e ti accorgerai che oltre a Craxi e a Silvio ci sono stati i governi di centrosinistra ad aver fatto innalzare il debito pubblico…certamente la colpa di tutto ciò è innanzitutto della cattiva politica italiana, ma la generazione di quelli che sono andati in pensione a 55-55 anni ne ha beneficiato largamente, proprio a scapito dei giovani come te che, prima o poi, se ne accorgeranno

      Roberto 5 anni ago Reply


  • La sua analisi sui movimenti di lotta attuali (vedi 15 ottobre e la Val Susa) mi sembra parecchio approssimativo e forzato. Sono da analizzare infatti proprio come risposta alla sua domanda principale. Cosa faranno? Ecco, fanno. Sanno che, per esempio il TAV, è l’ennesima opera inutile che oltre a devastare territori, indebiterà ancora di piu’ il nostro STato, privando così i servizi essenziali delle risorse necessarie per tirare avanti e garantire diritti a tutti. Come coloro che scendono in strada e che fanno notizia solo per un cassonetto bruciato o 5 minuti di scontri. Le ragioni delle proteste, sono esattamente la risposta alla sua domanda. Non so per quale strano motivo nel nostro paese quando c’è qualche protesta si tende sempre a criticarla non nei contenuti ma nelle forme, mentre quando le stesse dinamiche succedono in altri paesi (Grecia, Turchia, Nord-Africa), si parla di “nuove generazioni che si ribellano e chiedono democrazia.”

    Ecco perchè quella che lei chiama “minoranza” può benissimo essere un’avanguardia, che al contrario degli indivanados (chi si lamenta ma non fa niente), cerca di combattere questo sistema che ci ha portati e ci porterà ad un peggioramento delle nostre condizioni d vita.

    E poi mi permetta, al mio futuro voglio pensarci io , non lo voglio delegare a nessuno.

    Omar 5 anni ago Reply


    • Certo, le proteste violente sono una conseguenza della situazione economica gravissima…ma quel tipo di proteste non porta a niente, danneggia solo la gente che lavora onestamente come i commercianti a cui sfasciano le vetrine…

      Roberto 5 anni ago Reply


  • La domanda è pertinente Prof. Riviello . Purtroppo il futuro delle giovani generazioni è stato bruciato da politiche predatorie e scellerate , a cominciare dalla prima Repubblica ( fine anni 70 ) . Però allora il Prodotto interno lordo ( PIL ) si aggirava mediamente intorno al + 3,5 % . Solo una volta con il governo Craxi arrivò al 4,5 % . Anche se tutto ciò era preoccupante la politica riusciva a coprire i difetti con la crescita . Alla fine del 2014 è stato calcolato che di questo passo il debito pubblico ,nel nostro paese raggiungerà il 133,5 % . Oggi invece tutti i difetti vengono alla luce e le giovani generazioni sono quelle che pagano il conto più salato di una politica sprecona . Quello che lascia perplessi è il fatto che non si riesce a trovare ricette autorevoli per uscire dalla crisi e che il ” patto generazionale ” sia finito . Infatti si parla di fuga di cervelli per trovare un lavoro dignitoso delle giovani generazioni .

    andrea 5 anni ago Reply


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