Esame di stato

È in arrivo il tormentone dell’esame di Stato: anche quest’anno, gli studenti e gli insegnanti si preparano al tradizionale rito del passaggio dall’età della scuola a quella del lavoro (assai improbabile) o dell’ università (ancora per pochi).

Le commissioni, formate dai membri interni ed esterni, sono state formate da pochi giorni, e i nomi dei commissari e del presidente già fluttuano on line per soddisfare la curiosità degli studenti e dei loro genitori.

È tutta una macchina organizzativa che si sta mettendo in moto, con un costo non indifferente per le casse dello Stato, ma della quale ormai sfuggono il senso e l’ utilità, visto che per l’iscrizione all’ Università bisogna superare un test d’ ammissione e, per trovare lavoro, come ha ricordato recentemente anche il presidente della Repubblica, in Italia non si valuta il merito, ma le “giuste” amicizie.

In verità la scuola italiana è ancora lontana anni luce dal mondo reale, dove le professionalità e le tecnologie sono in continua evoluzione. A scuola, invece, si continua ad insegnare troppe conoscenze astratte, destinate a svanire presto nei recessi della memoria.

Ma se durante l’ultimo anno, anzichè studiare sui libri con la speranza di riuscire a memorizzare il maggior numero di pagine per superare brillantemente l’ esame, gli studenti facessero delle esperienze di alternanza scuola-lavoro, in modo da rendersi conto personalmente quale potrebbe essere il migliore percorso universitario o di specializzazione post-diploma da intraprendere?

esame

Certamente la scuola non dovrebbe essere più concepita come un’ isola felice (o infelice a seconda dei casi), un mondo a se stante, quasi un universo parallelo; ma dovrebbe essere collegata direttamente col mondo delle imprese, delle professioni, del commercio, cioè col mondo del lavoro.

Allora si farebbero percorsi di studio più mirati, le competenze dei ragazzi potrebbero essere certificate direttamente dai loro insegnanti e dai loro tutors aziendali, senza dover montare tutto il gran bailamme dell’ esame di Stato.

La scuola è lo specchio della società. Se non si faranno presto dei cambiamenti epocali, rischiamo di diventare un paese solo per vecchi.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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