E adesso cerchiamo di ragionare

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La tragedia degli immigrati africani morti annegati a decine nel mare limpido di Lampedusa si è appena conclusa. L’ emozione e il cordoglio hanno naturalmente coinvolto tutti. Gli italiani non sono certo rimasti indifferenti e il lutto si è esteso a tutta la nazione.

In modo particolare i lampedusani hanno coraggiosamente onorato l’ antica legge del mare che impone ai naviganti di prestare soccorso a chiunque, sempre, anche a rischio della propria vita. Perché il valore della vita umana è universale, è il bene supremo, dà senso all’esistenza di tutti noi. E chi va per mare, lo comprende forse meglio di chiunque altro.

Ma gli uomini sono esseri razionali e, dopo avere pianto, devono chiedersi cosa fare e devono cercare di darsi risposte sensate, che non siano frutto dell’emotività legata al momento.

Quindi, dirò poche cose, cercando di essere chiaro.

La prima: i colpevoli della tragedia non siamo noi italiani. I colpevoli sono coloro che trasportano quei disgraziati lucrando sulla loro sofferenza e che, come abbiamo visto, non esitano a gettarli in mare e a lasciarli morire. Di conseguenza, non siamo certo noi a doverci vergognare. Chi ha pronunciato quel grido, “Vergogna”, purtroppo ha dimenticato di spiegare a chi si rivolgeva in quel momento.

La seconda: l’ attuale legge sull’immigrazione non ha niente a che fare con la tragedia di Lampedusa. Può essere criticata, ciascuno è libero di ritenerla una legge che andrebbe modificata o persino abolita; ma chi stabilisce un legame di causa-effetto tra la legge Bossi-Fini e i morti annegati lo fa solo per scopi propagandistici.

La terza: l’ Italia non può solo accogliere, accogliere, accogliere, anche perché l’accoglienza ha dei costi elevatissimi, insostenibili in un momento di crisi economica come questo. Quindi, la sola politica realisticamente attuabile è quella di stabilire accordi con i paesi del nord Africa per impedire i viaggi della morte e sviluppare lì iniziative di solidarietà e di aiuto.

L’ultima: tutti coloro, politici terzomondisti e uomini di Chiesa, che teorizzano e predicano l’accoglienza all’infinito, in pratica diventano promoters di viaggi che non si concludono con l’approdo in un’isola felice, ma spesso in fondo al mare.

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

3 Comments

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  • Caro Roberto, dire che i colpevoli sono gli scafisti è come dire che il problema della droga si può risolvere fermando gli spacciatori, l’ultimo anello della catena.
    Quando il Colonnello Gheddafi era in vita e si faceva baciare le mani, stranamente nessuno sentiva parlare dei migranti, perchè il governo libico gestiva la situazione in maniera ottimale. Con il sostegno finanziario del “Bel Paese” in primis venivano fermati e rinchiuse nei “lager” e giustiziate le persone che tentavano di attraversare il mare alla ricerca di una vita migliore. Che differenza fa morire rinchiuso in un lager o morire in mare??
    All’epoca morivano lontani dai nostri occhi e nessuno versava lacrime di coccodrillo, adesso che muoiono a due passi dalla loro ultima speranza dichiariamo il lutto nazionale??
    Di sicuro si ricorderà le dichiarazioni di Gheddafi prima che la Libia venisse attaccata: ” potrei invadere l’Europa se volessi”.
    Per quanto riguarda la legge Bossi-Fini approvata 11 anni fa dal Governo Berlusconi all’interno del pacchetto sicurezza di allora (va detto che nei programmi di destra si è sempre parlato degli immigrati solamente all’interno dei pacchetti sicurezza) non è servita a fermare i flussi in questi anni. Va precisato che è stata chiesta l’abolizione dell’articolo n.10 bis della legge 189/02, meglio conosciuta come la Bossi-Fini ma molto simile alla Turco-Napolitano del ’98 che riguarda il “delitto di favoreggiamento dell’ingresso clandestino degli stranieri”, che rischia di colpire quei pescatori che proprio per quelle regole di mare come diceva lei non si tirano indietro dall’aiutare chi ha bisogno. Subito dopo i fatti del 3 Ottobre il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini affermava. “L’Italia ha normative disumane. Tre pescherecci sono andati via dal luogo della tragedia perché il nostro Paese ha processato i pescatori che hanno salvato vite umane per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.”
    Eppure non è come dice lei, nella maggior parte dei casi i migranti non sbarcano sulle coste italiane per rimanerci, le loro destinazioni sono l’Austria, la Germania, L’Inghilterra, la Svezia ecc
    peccato che il loro viaggio della speranza si ferma poche miglia dalle coste libiche, in un mare che inghiotte persone giorno dopo giorno.

    Se vuole dare un’occhiata le lascio pure il link del testo unico sull’immigrazione di allora
    http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/marzo/sinottico-normativa-16.html

    Arber Agalliu 6 anni ago Reply


    • Grazie per il link, Arber, lo leggerò volentieri.

      Roberto 6 anni ago Reply


  • L’Unione Europea non può far finta di niente, lo stato Italiano non può essere utilizzato come centro d’accoglienza europeo. Dato che facciamo parte di un’unione di stati ,tutti dovrebbero collaborare all’accoglienza degli immigrati e alla loro distrubuzione in parti omogenee in tutta l’Europa.

    Andrea 6 anni ago Reply


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