Italiani divisi e distratti

silvio processo

Ci risamo: di nuovo le prime pagine di tutti i giornali, persino quelli stranieri, parlano di Lui. Perché è finalmente arrivata la sentenza (ma è solo di primo grado, keep cool) che un’ abbondante metà del popolo italiano aspettava con trepidante fiducia: condanna al carcere e all’interdizione dai pubblici uffici per il Cavaliere.

E che condanna! Sette anni di carcere, uno in più rispetto a quelli chiesti dal Pm. Il Tribunale di Milano ha superato persino la Procura nella gara al miglior Inquisitore: più o meno la stessa pena che era toccata a zio Michele di Avetrana per complicità nell’omicidio della nipotina; più o meno lo stesso carcere che hanno dovuto scontare Scattone e Ferraro, due psicopatici che si divertirono a sparare sulla studentessa Marta Russo.

Ma se la metà degli italiani ha festeggiato e brindato alla Giustizia uguale per tutti, un’altra metà, all’incirca, ha gridato allo scandalo, sostenendo che si è trattato di un processo politico, di un verdetto sproporzionato, del tentativo di distruggere Berlusconi e tutto il centrodestra.

Risultato: sui giornali italiani e stranieri, come dicevo prima, ma anche nelle piazze, nei bar, al mercato della frutta e verdura, dal barbiere e dal dentista oggi non si parla che di questo.
Eppure ce ne sono di argomenti importanti, che in tutti i giornali sono andati a finire nelle pagine interne e nei telegiornali verso la fine.

Giusto per ricordarne uno, c’è la solita questione della disoccupazione giovanile; ma è tanto noiosa, vero? E’ molto più divertente la vicenda Ruby, lo so. Vuoi mettere il Piano nazionale per l’ occupazione che domani il Consiglio dei ministri si appresta a varare e che punta all’ assunzione di alcune decine di migliaia di persone, soprattutto giovani, nei prossimi 12-18 mesi, con tutti i dettagli dei festini di Arcore, la descrizione dei vestitini succinti delle ragazze, le confessioni piccanti, le deposizioni dettagliate, le arringhe infiammate e finalmente la sentenza di condanna?

Ma non c’è paragone, si capisce: è come dover scegliere in tv tra un film dei fratelli Taviani e un film dei fratelli Vanzina. Sono molto più divertenti i Vanzina, i cinepattoni, le battutacce, le barzellette, i rutti e le tette. Si sa.

E’ così anche per la vicenda Ruby-Berlusconi: è stato bello seguire tutta la storia e ora che è arrivato il lieto fine, si fa festa. Quegli altri che non la pensano nello stesso modo si metteranno a sbraitare, prendersela con la magistratura, difendere ancora di più il Cavaliere e lui continuerà a fare la vittima più di prima.

Gli italiani sono divisi, ma tutti uniti davanti al circo mediatico del Tribunale di Milano.

Non per rovinare la festa a qualcuno: sempre dalle pagine interne, dice che ieri lo spread dei nostri titoli è tornato a viaggiare oltre i 300 punti base.

Ma chi se ne frega dello spread: ormai Silvio è stato condannato, la crisi è finita!

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Mi interesso di storia contemporanea, arte, cultura. E mi considero un libero pensatore.

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