Posts in: novembre, 2013

Quando si nega la verità storica

rolando rivi

Per negazionismo si intende il tentativo veramente orribile di disconoscere la verità storica dell’ Olocausto, testimoniata non solo da una montagna di documenti fotografici ma dalla voce diretta dei superstiti ebrei, prigionieri politici, ex-militari deportati.

Oltre al negazionismo vero e proprio, esiste poi un altro atteggiamento falsificatore e vergognosamente ipocrita, che è quello di provare a rimuovere o tacere i fatti storici che risultano imbarazzanti per la propria parte politica, come succede quando si parla dei crimini commessi da alcune formazioni partigiane nell’ambito della Resistenza.

Entrambi i casi andrebbero condannati dal punto di vista intellettuale (non certo penale) e combattuti sempre con le sole armi dell’ educazione e dello studio della storia. Qui entra in ballo il ruolo fondamentale


Il genio italiano

vespa

Nella classifica europea dell’ innovazione l’ Italia si colloca esattamente a metà strada; in cima ci sono Svezia, Germania e Irlanda, in fondo Lettonia, Lituania e Bulgaria.

Il grafico sintetizza con grande chiarezza la condizione di crisi nella quale è attualmente arenato il nostro Paese. Non si tratta solo di questo, è vero, sappiamo tutti che i nostri guai provengono anche dall’ eccessiva burocrazia, da un sistema di leggi complicatissimo, dalla tassazione predatoria e, dulcis in fundo, da una classe politica spesso incompetente e talvolta ladrona.

Diciamo allora, con una sola parola, che la questione numero uno sono le regole che vanno riviste completamente ed aggiornate.

Ma al secondo posto in ordine di importanza troviamo sicuramente la questione dell’innovazione, ovvero quella capacità di


Fine del patto generazionale

debito pubbl

C’ era una volta la lotta classe, che nei vecchi libri di storia ci veniva spiegata come un eterno conflitto tra gli sfruttati e gli sfruttatori, i servi e i padroni, gli operai e gli imprenditori. A parte qualche sindacalista sfegatato e qualche nostalgico del Muro di Berlino, ormai nessuno parla più di lotta di classe, soprattutto da quando è arrivata la crisi e gli imprenditori non se la cavano meglio dei loro dipendenti, tanto è vero che molti di loro in questi ultimi anni hanno tirato giù il bandone e talvolta persino deciso di farla proprio finita.

Ma anche se si è assopita la lotta tra le classi, non si può certo dire che la nostra società si sia


Proibire non sempre è virtù

images

Uno sceneggiato da poco trasmesso dalla Rai ci ha ricordato come la questione della prostituzione femminile (non) fu risolta dalla legge voluta con fermezza dalla senatrice socialista Lina Merlin.

Alla fine degli anni Cinquanta, infatti, le celebri “case chiuse” che avevano prosperato sin dai tempi del Regno d’ Italia, ispirando persino il Maestro del cinema italiano Federico Fellini e trovando un difensore agguerrito in Indro Montanelli, vennero proibite con il risultato che le prostitute si riversarono lungo le strade delle periferie cittadine sotto il controllo della criminalità organizzata.

Da allora il panorama della prostituzione italiana non è molto cambiato, anzi si è arricchito grazie al fenomeno dell’immigrazione clandestina, per cui l’ offerta che ora viene proposta ai clienti