Posts in: settembre, 2013

Gino Bartali, Giusto tra le nazioni

Bartali

Mentre a Firenze si corrono i Mondiali di ciclismo e tra i fiorentini è ancora acceso il dibattito sull’opportunità o meno di ospitare questo grande evento sportivo nel cuore della città, arriva una di quelle notizie folgoranti che gli antichi credevano fossero trasportate da messaggeri alati.

Gino Bartali, il campione fiorentino più amato di tutti i tempi, il vincitore di tre Giri d’ Italia e due Tour de France, uno dei Maestri del ciclismo universalmente riconosciuto, è diventato adesso un “Giusto tra le nazioni” ed il suo nome è stato scolpito sul muro sacro del museo Yad Vashem a Gerusalemme, insieme ai nomi di tutti coloro che, pur non essendo ebrei, hanno salvato la vita ad almeno un ebreo durante


La Tav di Firenze e il “gioco di squadra”

lorenzetti

Personalmente ho sempre visto l’ Alta velocità come un segno notevole del progresso e della tecnologia. Viaggiare, spostare merci in tempi sempre più rapidi è stata una grande conquista dell’ Europa moderna, fin dai tempi della Rivoluzione industriale e delle prime linee ferroviarie. Anche perché, con le persone e le merci, viaggiano le idee e le innovazioni.

Il più importante movimento artistico italiano del Novecento, il Futurismo, esaltava le macchine perché ne intuiva la portata culturale, oltre che la loro funzione economica e sociale. A Marinetti piaceva molto guidare una Isotta Fraschini oppure spostarsi in treno tra Milano e Parigi: per lui la velocità era sinonimo di cambiamento e, quindi, indispensabile in una società veramente moderna.

Per


Il volto normale dell’ eroismo

eleonora cantamessa

Chissà perché quando parliamo di eroi, la mente corre subito a quelle immagini un po’ esagerate o a quelle frasi edulcorate tramandateci nei libri di storia. Come per un riflesso condizionato inculcatoci sui banchi di scuola, gli eroi non possono che avere combattuto grandi battaglie, sconfitto nemici più potenti e numerosi di loro, oppure conquistato paesi e terre lontane. Da qui tutta una serie di soprannomi che ormai sono stampati per sempre nell’immaginario collettivo, tra i quali “l’ eroe dei due mondi” è quello che forse più di tutti brilla per fantasia e per retorica.

E’ stato con l’ 11 settebre 2001 che abbiamo scoperto una nuova specie di eroi, dai volti normali: i vigili del fuoco di New York,


Un discutibile Premio Nobel per la pace

President_Barack_Obama

Quando nel novembre 2008 Obama divenne il 44° presidente degli Stati Uniti, il mondo intero, non solo il popolo americano, si aspettava che avrebbe operato secondo il programma da lui sbandierato in campagna elettorale, il quale aveva tra i punti principali il disimpegno rapido dal Medio Oriente, ovvero la exit strategy. Ne erano tutti così convinti che persino a Stoccolma si affrettarono ad assegnargli, pochi mesi dopo la sua elezione, il prestigioso Premio Nobel per la pace con la seguente motivazione: per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli.

Sappiamo bene cosa poi successe: la guerra in Iraq non finì subito, le truppe in Afghanistan furono aumentate per fronteggiare i talebani sempre