Whatever it takes

draghi La scena forse più toccante, e scioccante, di questi ultimi giorni è quella trasmessa in tv di una giovane coppia a Bari, che in preda alla disperazione inveisce contro la porta (chiusa) di una banca e urla: -Non abbiamo più soldi.– Arrivano due poliziotti con le mascherine che dicono qualcosa; si intuisce che lo fanno con garbo e umanità: hanno perfettamete compreso che non si tratta di delinquenti, ma di persone perbene, purtroppo ridotte alla fame. E poi si vede un passante che si ferma e che, senza stare troppo a pensarci, mette una banconata nelle mani dell’uomo e un’altra in quelle della donna.

Sembra la scena di un film neorealista italiano negli anni del secondo dopoguerra. E invece


I negazionisti

sgarbi Evidentemente non è poco più di un’influenza, come tanti sostenevano fino a un paio di settimane di fa. Ora che in Italia ne muoiono al ritmo di 400-500 e finanche 793 al giorno, e in Lombardia non riescono neppure a cremare tutti i cadaveri e sono costretti a portarli altrove con i camion dell’esercito; ora che l’Europa intera ha chiuso le frontiere, oltre che le scuole, i giardini pubblici e tutto il resto; ora che persino Donald Trump ha dichiarato lo stato d’emergenza e il governatore dello Stato di New York ha chiesto ai cittadini di starsene a casa, sarebbe giusto pensare o dire apertamente: -Scusate, ci eravamo sbagliati –

Non ci sarebbe niente di cui vergognarsi ad


Noi non siamo darwinisti sociali

Herbert Spencer I modi diversi con cui gli Stati europei stanno rispondendo all’emergenza del Coronavirus, evidentemente, corrispondono alle loro differenze culturali, politiche e persino antropologiche. E sono una ulteriore dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, che la costruzione della UE non si è mai profondamente radicata nelle singole realtà statuali e nazionali; limitandosi, almeno fino ad oggi, a essere solo un’unione di carattere monetario.

Non c’è dubbio che, dopo la iniziale sottovalutazione del fenomeno, adessso più o meno tutti stanno prendendo serie misure: emblematica in tal senso è la Francia, che è giunta anch’essa alla decisione di chiudere scuole e università, come è stato fatto in Italia già da alcune settimane, prima in Lombardia e poi su tutto il


Tutti a casa

studenti Questa settimana mi rivolgo ai giovani e, in particolare, ai miei studenti del “Giorgio Vasari”, perché li conosco bene e quindi posso immaginare il loro stato d’animo; soprattuto ora che sono entrate in vigore le nuove norme di sicurezza su tutta la Penisola, e le loro abitudini di vita sono necessariamente cambiate.

Voi avete vissuto fino all’altro giorno la vostra esistenza seguendo un’idea fondamentale: che la libertà è irrinunciabile. Siete nati e vissuti sempre in un mondo libero, e pertanto avete creduto che la libertà fosse qualcosa di naturale, come l’aria che si respira o la luce del sole o l’acqua che esce dai rubinetti di casa.

Certamente, quando eravate piccoli, i vostri genitori stabilivano delle limitazioni; non vi lasciavano


La politica nei giorni del Coronavirus

raffa Se volessimo assegnare il premio della tragicomicità nei giorni del Coronavirus, non c’è dubbio che la coppa andrebbe al premier Conte: comico nel suo farlocco tentativo di assumere le sembianze del protettore civile (stile Bertolaso, magari ce l’avessimo ancora), per cui il maglioncino blu navy al posto delle solite giacca scura, cravatta a tinta unita e tradizionale pochette bianca, come quelle indossate dai leader democristiani del monocolore serio, che guidarono l’Italia negli anni della ricostruzione post-bellica; tragico perché, con le sue continue apparizioni televisive in una delle passate domeniche, non ha fatto che accrescere il livello della paura nella gente, al punto da generare il panico che poi ha portato a svuotare i supermercati per fare


Il virologo fascio-leghista

burioni Chissà cosa diranno, ora che il Coronavirus è evidentemente sbarcato in Italia e ha già prodotto un focolaio in Lombardia con due morti e numerosi contagiati che non avevano mai messo piede in Cina, quelli che predicavano contro il razzismo anticinese e l’eccesso di allarmismo.

Continueranno a minimizzare il problema, magari andando a cenare in un ristorante cinese come ha fatto il sindaco di Milano Beppe Sala, per dimostrare ai suoi cittadini paranoici che non c’è da avere paura? Oppure se la prenderanno ancora con il virologo di fama mondiale Roberto Burioni, insultandolo e chiamandolo “fascio-leghista” – è il caso del presidente della Toscana Enrico Rossi -, perché disse subito che, per evitare la diffusione del contagio, bisognava


L’inverno demografico

culleAvevano pensato di risolvere la crisi demografica che l’Italia sta attraversando con delle misure-spot come quella del bonus-bebè o, più recentemente, prevedendo un mese di congedo parentale anche per i padri. Ebbene, queste misure annunciate e strombazzate dagli ultimi governi non sono servite a niente: nel 2019 l’Istat ha certicato solo 435mila nascite a fronte di 657mila decessi; praticamente il saldo peggiore degli ultimi cento anni.

Bisogna ritornare al 1918 per ritrovare le stesse cifre. Ma allora c’era la Prima guerra mondiale che teneva i mariti inchiodati al fronte e lontani dalle loro mogli, a giustificare il calo delle nascite. Oggi che cos’è che impedisce alle giovani coppie di mettere al mondo figli?

Lo ha spiegato benissimo Giuseppe De Rita, il


Do you hear the people sing?

corona Dopo il Coronavirus, in Cina, si sta diffondendo un altro contagio, ma questa volta di natura benefica: il dissenso. E’ iniziato appena si è appresa la notizia della morte di Li Wenliang, il medico di Wuhan che già il 30 dicembre aveva avvertito le autorità della possibile epidemia e per questo era stato minacciato di severe punizioni dagli organi di polizia.

Il popolo del web cinese ne ha fatto immediatamente e giustamente un eroe nazionale; ha riempito la rete di commenti ingiuriosi nei confronti delle autorità, colpevoli di aver minimizzato il pericolo e dato l’allarme con notevole ritardo; ma soprattutto ha rivendicato la libertà di parola.

Da quello che riferiscono i principali quotidiani internazionali, sta continuamente circolando sui social la


Il marchio di Greta Thunberg

G Greta Thunberg da oggi non è più solo la ragazzina svedese con la sindrome di Asperger, che è riuscita a mobilitare migliaia di giovani in nome dell’ambiente e della lotta ai cambiamenti climatici.

Per la verità, il sospetto che attorno a lei e alla sua immagine si fosse costituito un vero e proprio comitato d’affari, capace di attivare un notevole business, era nato già quando i media si erano improvvisamente concentrati su di lei e l’avevano portata alla ribalta internazionale.

Lo sappiamo bene: non è che le televisioni e le grandi testate giornalistiche si muovano all’unisono, se dietro non c’è quantomeno una serisssima agenzia di pubbliche relazioni che li indirizza verso un certo obiettivo.


Vietato sedersi

fontana La crisi del Movimento Cinquestelle pare ormai avere raggiunto il punto di non ritorno; e le dimissioni del suo leader nazionale, Luigi Di Maio, lo certificano ed annunciano l’imminente collasso definitivo.

Perché, se poteva avere una sua ragione d’essere ai tempi in cui stava all’opposizione e denunciava i privilegi della Casta politica, quando poi è passato ad assumere responsabilità di governo, ha dimostrato che non bastano gli slogan e i “vaffa” urlati nelle piazze per far ripartire la crescita e creare nuovi posti di lavoro.

Il reddito di cittadinaza non solo non ha sconfitto la povertà, ma neppure è servito a rivitalizzare il mercato del lavoro ( si può sapere che fine hanno fatto i “navigator”?), e in molti casi –