Studenti stupidelli

dellaria-2 La professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria ha tutta la mia comprensione e finanche la mia solidarietà: è stata sospesa dall’insegnamento per due settimane dal burocrate di turno, perchè alcuni suoi studenti (alquanto stupidelli e ignorantelli) hanno girato un video dove si paragona l’attuale decreto Sicurezza, voluto dal ministro Matteo Salvini, alle famigerate leggi razziali del 1938.

Che colpa ha una prof se i suoi studenti non studiano la Storia contemporanea e non riescono a capire la tragica portata di quelle leggi antisemite, varate durante il fascismo, ma  che seguirono di pochi anni le simili leggi di Norimberga volute da Hitler; e di conseguenza usano le agghiaccianti immagini della Shoah per stabilire raffronti improponibili con la realtà di oggi?

Paragonare lo sterminio


Il Salone del libro o della censura?

rogo Domanda: la polemica creatasi intorno alla casa editrice Altaforte, notoriamente vicina alla destra estrema, e che ha determinato la sua esclusione dal Salone del libro di Torino, è frutto di un corretto antifascismo oppure, al contrario, è un atteggiamento che in passato caratterizzò comunismo e nazismo?

Perchė, se andiamo a vedere chi, nel corso del secolo scorso, faceva della guerra contro i libri considerati ostili o “degenerati” uno dei punti fermi della propria attività di governo, troviamo per l’appunto il regime stalinista e il regime hitleriano.

Basterebbe ricordare quello che successe a Berlino la notte del 10 maggio 1933, quando in Opernplatz furono gettati in un grande rogo i libri contrari allo spirito tedesco; mentre Goebbels, il ministro della propaganda, arringava


Leonardo: un genio italiano

leonardo Cinquecento anni fa moriva Leonardo da Vinci (2 maggio 1519), ad Amboise, nella Francia di Francesco I, un grande sovrano che era diventato ammiratore e protettore del genio italiano.

La Francia a quei tempi era uno Stato nazionale ben governato e determinato a espandersi; mentre l’Italia non era che un conglomerato di deboli staterelli regionali, che per questo diventarono facile preda delle potenze europee. Le guerre franco-asburgiche si combatterono prevalentemente sul nostro territorio, culminando nel tremendo saccheggio di Roma (1527), ad opera dei mercenari svizzeri e tedeschi inviati dall’imperatore Carlo V per “punire” il papa Clemente VII.

Solo Giovanni dalle Bande Nere, un discendente di Lorenzo de’ Medici diventato capitano di ventura, provò a fermare i lanzichenecchi sul Mincio, ma


La difesa è diventata legittima

mattar La nuova legge sulla legittima difesa domiciliare ha finalmente ricevuto la firma del presidente Mattarella, il quale ha pensato comunque di accompagnarla con delle note per precisare che il ruolo del magistrato non sarà sminuito. Mattarella – lo sapevamo – non ha digerito la riforma salviniana della legittima difesa; come pure non la volevano i magistrati ideologicamente schierati. E sicuramente non saranno contenti nemmeno i ladri di professione; ma tant’è.

Adesso chi si difende in casa sua da un’aggressore o da un ladro, non siederà automaticamente sul banco degli imputati, come accadeva prima, quando il magistrato valutava col bilancino se chi sparava aveva calcolato bene le intenzioni dell’intruso e se quindi era autorizzato a usare l’arma. Praticamente, il


Il papa e Gretina

130134624-3dfec9ce-a4ff-472a-9015-5e1fdf8a47c4 L’incontro tra papa Francesco e Greta Thunberg, anche se durato pochi minuti, è stato molto significativo e ci ha fornito un’ottima  chiave di lettura e interpretazione dei nostri tempi.

Da una parte il papa più modernista della storia della Chiesa, attento a tutte le questioni di stretta attualità, in primis l’immigrazione; dall’altra la giovanissima paladina dell’ambientalismo radicale, che si vanta di comprare solo cose già usate, a parte il cibo, e persino di aver fatto perdere la brutta abitudine di prendere l’aereo ai suoi genitori per non inquinare l’azzurro cielo.

Due perfetti eroi pop che sarebbero piaciuti a Andy Warhol; due icone che ormai si sono conquistate il posto d’onore nell’universo dei media e dei social; due simboli mondiali della visione


Nazione o nazionalismo?

marcello L’approssimarsi delle elezioni europee ha riacceso il dibattito tra due visioni opposte: da una parte ci sono i sostenitori della sovranità nazionale, dall’altra quelli che considerano le nazioni un residuo del secolo scorso e pertanto pericolose per la pace nel nostro continente.

Non c’è dubbio che la storia del primo Novecento sia stata segnata dalla violenta contrapposizione dei vari nazionalismi (francese, inglese e tedesco), che ha prodotto la tragedia della prima guerra mondiale con i suoi nove milioni di morti. E certamente anche nello scoppio del secondo conflitto mondiale il nazionalsocialismo tedesco, meglio conosciuto come nazismo, ha avuto il ruolo determinante.

Ma davvero nell’idea di nazione è contenuto il seme della violenza e della guerra? Davvero si possono condannare


Sull’Umanesimo

ficino Il festival dell’Umanesimo (5-7 aprile) non poteva trovare una cornice migliore della bellissima piazza Marsilio Ficino a Figline Valdarno, visto che porta il nome di una delle menti più brillanti di quella stagione filosofica e letteraria, che da Firenze si propagò in tutta Europa e aprì la strada al Rinascimento.

Marsilio Ficino fu anche il maestro personale di Lorenzo de’ Medici ed ebbe il grande merito di reintrodurre i testi di Platone, che egli traduceva e commentava grazie alla conoscenza del greco antico, ma anche di elaborare una sua personale concezione dell’uomo; o meglio, della centralità dell’uomo.

Questo della centralità dell’uomo fu il tema principale per un altro grande pensatore del Quattrocento, Pico della Mirandola, che ad esso dedicò il suo


Lettera aperta di un intellettuale (di Sinistra) a Cesare Battisti

Cesare B Oh Cesare, hai idea di come mi sento, dopo che ho letto nei giornali la notizia della tua confessione? Hai confessato tutti e quattro i delitti, così, dopo quarant’anni; come se di punto in bianco ti fosse tornata la memoria smarrita per chissà quale ragione.

Io credevo che tu fossi innocente, che tu fossi un compagno perseguitato dalla giustizia borghese. Sapevo che a quei tempi frequentavi gente poco raccomandabile e che in quel tuo gruppo dei Pac c’erano anche delle teste calde. Ma eravate giovani allora, e ce n’erano di compagni che sbagliavano. Erano gli anni di piombo, giusto?

Non pensavo che potessi arrivare a tanto. Me l’avevi giurato, ce l’avevi giurato: a tutti noi, marxisti come te


Una tragedia sfiorata

bus La nostra bella Italia è davvero il Paese dei paradossi: c’è un tizio che in passato è stato condannato per abusi su minori (e quindi dicesi “pedofilo”); lo stesso tizio viene poi beccato ubriaco alla guida della sua macchina e gli viene sospesa per un certo periodo la patente (come lo vogliamo chiamare uno così se non “ubriacone”?). Ebbene, che lavoro riesce a fare un individuo del genere? L’autista di scuola-bus.

E’ davvero un parodosso tutto italiano. Una roba da non crederci. Eppure è accaduto. Se poi aggiungiamo che lo stesso uomo (un immigrato senegalese di nome Sy Ousseynou diventato italiano da quando aveva sposato una italiana) sequestra lo scuola-bus con tutti i ragazzini dentro e con l’intenzione di bruciarli


Il fascismo va studiato

taiani Il presidente dell’Europarlamento Tajani si è lasciato scappare, durante una trasmissione radiofonica, un’espressione politicamente scorretta (“Mussolini fece anche delle cose buone”); e, apriti cielo, è stato immediatamente ricoperto di commenti indignati e persino d’insulti sia in Belgio che in Italia.

Naturalmente è corso ai ripari, precisando che il suo giudizio sul fascismo era e resta di condanna se si prende in considerazione il regime nel suo insieme; ma ormai la frittata era già fatta, e il sospetto di essere un fascio-simpatizzante resterà per sempre stampato a lettere di fuoco sull’immagine pubblica del povero Tajani.

Personalmente non amo molto il presidente Tajani e neppure gli altri leader del suo partito, il PPE, i quali negli ultimi vent’anni hanno governato