Vendetta o giustizia?

exterroristi In seguito alla richiesta di estradizione dei nostri ex terroristi rossi (finalmente) presa in considerazione dalla Giustizia francese, è partito come un riflesso condizionato il solito manifesto degli intellettuali francesi in difesa dei povericristi perseguitati. Il solito manifesto nel senso che all’incirca gli stessi nomi si erano spesi in passato per sostenere la causa di Cesare Battisti, altro “eroe” della lotta armata, scappato come Sandro Pertini dalla “dittatura” ed ospitato per un po’ nella patria dei Lumi.

La vicenda di Battisti si è poi conclusa, dopo un paio di decenni trascorsi bevendo cocktail mojito sotto il sole tropicale e la copertura politica di Lula, con un rimpatrio forzato e i piagnistei degli intellò che non mancano anche qui da


Dai diritti civili alla cancel-culture

Ruth Una giusta causa (On the basis of sex) è un bellissimo film del 2018, trasmesso qualche giorno fa da Rai Movie, che racconta la vita di Ruth Bader Ginsburg: la celebre giurista americana nominata giudice della Corte Suprema dal presidente Clinton e recentemente scomparsa.

Ruth studiò legge all’Università di Harvard, dove era una delle sole nove studentesse in un corso di 500 persone; quando il marito avvocato si trasferì a New York per lavoro, lei continuò gli studi presso la Columbia University e si laureò brillantemente nel 1959. Ma non riuscì a entrare in uno studio legale, perché donna.

Così iniziò una carriera da docente nella Columbia University: fu il primo docente ordinario donna e fu autrice di


Io so’ io…

    Grillo Ve lo ricordate Alberto Sordi nel Marchese del Grillo? Siamo nella Roma dei primi dell’Ottocento, governata con il pugno di ferro dal papa Pio VII; e Onofrio del Grillo è un ricco aristocratico che si diverte organizzando burle e frequentando, sotto mentite spoglie, le peggiori osterie dell’Urbe.

    Durante una di queste sue uscite notturne travestito da popolano, gli capita di venire arrestato dalla polizia papalina insieme ad alcuni balordi con i quali è rimasto coinvolto in una rissa. Ma quando viene riconosciuto come l’illustre marchese del Grillo e viene rilasciato con le dovute scuse, agli altri che lo guardano allibiti mentre restano ammanettati, risponde con la frase entrata nella storia del cinema italiano: “Perché io so’ io,


Il rischio ragionato

conferenzastampa La data fatidica delle riaperture e della nostra (quasi) liberazione è, dunque, stata annunciata: il 26 aprile. Certamente posticipata di un giorno per non sovrapporla a quell’altra più antica festività liberatoria ed evitare inutili interpretazioni giornalistiche.

Nella conferenza stampa di venerdì sera Mario Draghi ha smontato tutta l’impalcatura rigorista e proibizionista che ha dettato legge nell’anno cupo del governo Conte due (il colpaccio di diventare uno e trino, per fortuna, non gli è riuscito); ed ha teorizzato il “rischio ragionato” che gli italiani dovranno serenamente assumersi nelle prossime settimane, durante le quali essi riprenderanno gradualmente a svolgere le tradizionali attività comerciali, ristorative, culturali, sportive e ricreative.

Accanto a lui, il ministro Roberto Speranza ha fatto buon viso (si fa


Gli italiani tra rabbia e malinconia

manifestazione Le immagini viste in questi giorni di uomini e donne che manifestano davanti a Montecitorio con impeto e una discreta carica di aggressività (al punto da provocare il ferimento di un poliziotto), sono la testimonianza che un pericoloso sentimento si sta diffondendo tra di noi: la rabbia.

E la presenza di un manifestante con la faccia dipinta e in testa le corna del bisonte, in stile sciamano pellirosse, come pure di un gruppetto di estremisti di Casa Pound, non sta certo a significare che quelle persone vogliano imitare i suprematisti americani che hanno dato l’assalto a Capitol Hill, pensando di impedire la nomina del presidente Joe Biden.

La folla arrabbiata a Roma è composta principalmente da gente sana di


La pietà di Enea

enea Sul Corriere della Sera di giovedì 25 marzo, il noto scrittore Antonio Scurati ha interpretato il racconto virgiliano della fuga di Enea da Troia, mentre questa brucia e viene devastata dai Greci, attualizzandolo ma non in modo spregiudicato come altri avevano fatto prima di lui (Saviano, giusto per citarne uno) e che avevano definito il guerriero troiano un profugo, un migrante ante litteram.

Restando comunque aderente al testo dell’Eneide e rispettoso dei suoi autentici significati, Scurati descrive l’immagine celebrata in numerosi gruppi scultorei di epoca romana nonché in uno dei capolavori di Bernini conservato nella Galleria Borghese, dove Enea si carica sulle spalle il vecchio padre Anchise e porta in salvo anche il figlio Ascanio.

Vista con gli occhi dei


La strana vicenda di AstraZeneca

astrazeneca Nella conferenza stampa di venerdì, Mario Draghi ha annunciato che presto si vaccinerà, come ha già fatto suo figlio in Inghilterra, col farmaco di AstraZeneca. Sabato mattina, davanti alle tivù, si sono scoperti il braccio e fatti iniettare il vaccino anglo-svedese il commissario all’emergenza covid Paolo Figliuolo e il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio.

Conoscendo i miei compatrioti, non so se questo basterà a rassicurarli sulla bontà del vaccino AstraZeneca, la cui somministrazione è stata stoppata per quattro lunghi giorni in mezza Europa e poi nuovamente autorizzata dall’ente regolatorio Ema.

Pare che Francesco Totti diventerà il testimonial del vaccino meno amato di tutti, e allora sì che vedremo le code di persone allungarsi davanti ai centri


I Parigini

Letta A rivedere le immagini di Enrico Letta sui giornali e le tivù, mi è tornato in mente un saggio scritto all’inizio dell’Ottocento da Giovanni Berchet: Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo.

Giovanni Berchet era quello che le nostre antologie definiscono uno scrittore romantico, ed aveva a cuore non solo la letteratura ma anche le sorti della Nazione; tanto che entrò a far parte della Carboneria e trascorse molti anni in esilio perseguitato dagli austriaci.

Scrivendo la “Lettera semiseria”, intendeva spiegare i princìpi della nuova estetica romantica, che ormai andava diffondendosi sempre di più in Europa, e contemporaneamente criticare gli intellettuali classicisti perché rimasti ancorati a delle tradizioni secondo lui antiquate.

Ma che c’entra Enrico Letta con Giovanni Berchet? A mio avviso


Brava Beatrice

beat Beatrice Venezi l’ho vista dirigere un’orchestra qualche anno fa, in un’epoca che ora mi pare lontana, quando si faceva la vita normale e si andava persino a teatro. Fu un concerto bellissimo, la sua direzione di alto livello, nonostante che lei fosse molto giovane.

Ma aveva già quel carisma, quel portamento nobile e quel gesto deciso ed elegante che sono tipici dei grandi direttori d’orchestra.

E’ anche una donna bella e comunicativa, tanto che è stata invitata a fare la co-conduttrice della quarta serata del festival di San Remo, dove si è presentata in un magnifico abito rosso fiammante.

Ed ha fatto scandalo, ma non per la sua mise o la scollatura. Perchè ha osato demolire, proprio dall’alto del prestigioso palcoscenico


Autosufficienza vaccinale

vaccino La parola “autarchia” farà sicuramente storcere il naso a molti, memori di quando il Duce, intorno alla metà degli anni Trenta, varò la politica dell’autosufficienza alimentare; secondo lui necessaria, visto che le nazioni europee avevano deciso l’embargo commerciale contro l’Italia colpevole di aver conquistato l’Etiopia (guai a muovere un dito in Africa senza il consenso di Francia e Inghilterra, autentiche potenze imperialiste dell’epoca).

Ma se l’autarchia nel settore alimentare (che costrinse i nostri nonni a dire addio per quasi un decennio a quella deliziosa bevanda aromatica che in seguito avrebbe ispirato i versi in musica di un grande poeta: Ah che bell’o café/ pure in carcere ‘o sanno fa / Co a ricetta ch’a Ciccirinella / compagno di cella,