L’ ultimo dei comunisti

castro
Se n’ è andato Fidel Castro, l’ ultimo bastione del comunismo novecentesco, colui che era riuscito a rifare l’ Unione Sovietica nella splendida isola caraibica di Cuba, da quando nel 1959 costrinse alla resa il dittatore Fulgencio Batista e poi, nel giro di qualche mese, diventò il lìder maximo, ovvero primo ministro, segretario del partito e infine persino presidente della Repubblica.

Insomma, per i cubani si passò dalla padella alla brace, dalla dittatura di Batista, che aveva reso l’ isola un immenso casinò, al regime castrista che non portò democrazia e benessere, bensì il totalitarismo con tutte le sue belle prigioni politiche, le deportazioni di massa, le torture e le persecuzioni ideologiche.

Eppure, se ci pensiamo bene,


L’ Italia sovietica

download-4 La Costituzione italiana, si sa, è nata da un compromesso storico-politico che cercò di mettere insieme visioni contrastanti del mondo e della società. Ecco perché in molti suoi articoli si afferma un principio e subito dopo lo si stempera. Allo stesso tavolo della Costituente sedevano, infatti, liberali e socialisti, cattolici e comunisti. Fu quasi un miracolo che alla fine del 1947 ne uscì fuori un documento che, per la verità, col passare degli anni, ha poi mostrato di avere bisogno di manutenzione, se non di vere e proprie revisioni.

E’ quello che forse accadrà se il referendum consultivo del 4 dicembre darà il via alla grande riforma proposta dal governo Renzi e già votata dalla maggioranza del


8 novembre 2016: la svolta.

images Ho un’impressione, ma si tratta comunque di un’ impressione che si rafforza ogni giorno che passa dall’ 8 novembre, o meglio dal giorno dopo, quando al telegiornale del mattino di La7 appresi la travolgente notizia della vittoria di Donald Trump. E questa mia impressione, per essere più preciso, è che sia accaduto un fatto epocale, cosi importante e carico di conseguenze (positive o negative, staremo a vedere) da segnare, appunto, una svolta, il passaggio da un’ epoca all’altra.

E’ già successo in passato: per esempio nel 1989, con il crollo del Muro di Berlino che portò alla fine del comunismo sovietico. In Italia avvenne qualcosa di veramente importante nel 1922, con la marcia su Roma ad opera delle


La più bella piazza

download-3 E’ stato, come sempre, travolgente ed irriverente l’ intervento di Vittorio Sgarbi sulla possibile ristrutturazione della piazza Marsilio Ficino a Figline Valdarno. Diciamo pure che i toni del suo “j’ accuse” erano viscerali, nonché infarciti di un lessico variopinto che certamente non ha riscontro nel “De vulgari eloquentia”; ma a sua difesa esiste un precedente nella storia recente di questo paese: il palazzo Lambruschini, un monumento più che una semplice e antica scuola elementare (non a caso porta il nome dell’ illustre agronomo-pedagogista vissuto per molti anni a Figline e qui morto), trasformato da un progettista noto quanto scriteriato in una orribile gabbia di cemento forse più adatta a un carcere che ad un centro culturale,


I patrioti di Gorino

download-2 Se la carità fosse un obbligo, sarebbe una tassa e non un atto di libera generosità. Così pure è per l’ accoglienza, che il ministro dell’ Interno e i suoi prefetti vorrebbero imporre finanche ai paesini di montagna o ai borghi della valle del Po. E allora i cittadini di Gorino, frazione di Goro, che si sono ribellati all’ arrivo di un gruppo di donne africane (alle quali certamente si sarebbero presto uniti mariti, fratelli, sorelle e parenti prossimi) e che i media italiani hanno accusato di razzismo, hanno agito in nome di un principio fondamentale che trova la sua formulazione precisamente nell’art. 52 della nostra Costituzione: “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.

Perché


Il Tempio di Salomone

images-2 Negazionismo non è solo lo scandaloso tentativo di alcuni storici filo-nazisti di negare l’ Olocausto che, tra il 1942 e il 1945, tolse la vita a più di sei milioni di ebrei mediante svariate tecniche di distruzione di massa che vennero praticate nei lager di mezza Europa.

Negazionismo è anche la volontà, espressa pochi giorni fa da ben 23 membri dell’ UNESCO, contrastata solo da pochi coraggiosi, come gli USA, l’ Inghilterra e la Germania, e sostanzialmente accettata da 26 nazioni che si sono vigliaccamente astenute (tra cui l’ Italia rappresentata da quel fantoccio di ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, che è stato poi giustamente contestato dal suo stesso capo di Governo), volontà di cancellare dalla toponomastica di


Stiamo lontani dalla Guerra Fredda

images-1 Ha proprio ragione il giovane filosofo Diego Fusaro, quando scrive che “i veri disastri finora li ha combinati Hilary Clinton e non Trump” (Il fatto quotidiano, 13 ottobre 2016). L’ ex Segretario di Stato americano fu, infatti, uno dei principali artefici dell’intervento militare in Libia nel 2001, che portò alla caduta e alla morte di Gheddafi, alla conseguente destabilizzazione di quella regione e, dulcis in fundo, alla più massiccia ondata migratoria degli ultimi anni che ora rischia di travolgere l’ Italia.

Se poi analizziamo la politica estera del presidente Barack Obama, vincitore di un premio Nobel per la pace dato sulla fiducia, dobbiamo constatare che la sua decisione di espandere ad est la Nato,


Il testamento di Caprotti

download-1 Il testamento di Bernardo Caprotti, il patron di Esselunga da poco morto all’età di 91 anni, non contiene soltanto disposizioni di carattere finanziario rivolte ai legittimi eredi, che nel caso specifico erano già sul piede di guerra da alcuni anni per la spartizione del patrimonio, come avviene quasi sempre in tutte le grandi Dinasty del pianeta.

Il testamento del geniale imprenditore che importò il supermercato all’americana nell’ Italia del boom economico, realizzando negli anni la più importante rete di distribuzione nel nostro Paese e dando lavoro a migliaia di addetti, contiene anche la sua filosofia aziendale che si sintetizza nel monito, messo nero su bianco, secondo il quale la possibilità che la Esselunga venga acquisita dalle Coop rosse “non


Come l’ antica Roma

download Ci ha provato l’ attuale ministra della Salute, Betarice Lorenzin, con una male orchestrata campagna pubblicitaria, a richiamare l’attenzione degli italiani su un tema centrale e drammatico dei nostri tempi: la crisi demografica. Il risultato del “Fertility day” (già la scelta della parola inglese suscita perplessità) è stato, però, un buco nell’acqua o, se si preferisce l’ anglismo, un vero flop, che ha prodotto solo risposte ironiche nei social e nessuna seria riflessione. D’ altra parte, pensare che sarebbero bastati dei poster attaccati qua e là per l’ Italia, con messaggi ripresi dallo stile del marketing, a convincere le giovani donne a diventare rapidamente madri, era pura illusione.

Il problema del calo demografico, comunque, resta ed è


E’ questa la Buona scuola?

images In un bell’ articolo pubblicato sul “Corriere fiorentino” il 21 settembre, Valerio Vagnoli, forte della sua lunga esperienza sia di insegnante che di dirigente scolastico, commenta amaramente le recenti dichiarazioni del ministro della Pubblica istruzione, Stefania Giannini, che ha annunciato l’ultima “rivoluzione copernicana” per la scuola italiana: abolizione dei voti numerici alle elementari, divieto o quasi di bocciare, semplificazione degli esami finali alle medie e alle superiori.

La natura ideologica, per nulla mascherata, di tali provvedimenti, il Vagnoli ce la indica chiaramente, e infatti scrive: “Certi mutamenti vengono anche da lontano, da certo egualitarismo sessantottino, che da noi, al contrario di altri Paesi, è eterno e sempre verde.”

Insomma, siamo alle solite: più che una buona scuola qui si vuol fare