Ci vuole un nuovo paradigma

lp_8365824 Con il crollo del ponte Morandi a Genova, la morte di 41 persone, i feriti, gli sfollati, i danni incalcolabili, la città spaccata in due, il panico e i traumi emotivi, si sono sbriciolate tante certezze o presunte tali, al punto che verrebbe voglia di evocare la necessità di una svolta epocale, se non fosse che in passato tale formula è stata più volte (ab)usata.

Ma ce n’è una di certezze crollate che sovrasta tutte le altre per la sua tragica evidenza: si tratta di un paradigma entro il quale lo sviluppo dell’Italia è stato condotto a partire dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso e che ha trovato poi la sua piena espressione attraverso le liberalizzazioni


La naja no

TYP-400731-3793747-esercito Premetto che considero Matteo Salvini il migliore dei ministri del governo giallo-verde, praticamente l’ unico che fino ad ora sia riuscito a mettere in opera l’argomento fondamentale della sua campagna elettorale, che per lui era la difesa dei confini e la chiusura dei porti italiani alle navi delle Ong che facevano da taxi dell’immigrazione irregolare.

Ciò detto, devo confessare che la sua idea di ripristinare l’obbligo della leva militare mi sembra veramente campata in aria. E sia chiaro: non perché io nutra sentimenti antimilitaristici o antipatriottici. Tutt’ altro, ammiro sinceramente i soldati del nostro Esercito e quando li vedo sfilare il 2 giugno nella parata dei Fori Imperiali a Roma mi emoziono fortemente. Se poi incontro per strada


Le opere di misericordia

img508 Su Youtube si trova il racconto della vita e delle principali opere di Michelangelo Merisi da Caravaggio fatto egregiamente da Tomaso Montanari, noto storico dell’arte nonchè intellettuale di riferimento della Sinistra radicale in Italia.

C’è però un passaggio che mi ha colpito per la sua evidente impostazione ideologica, sul quale vorrei riflettere: esattamente quando il professor Montanari, spiegando il capolavoro napoletano di Caravaggio, Le sette opere di misericordia, cita un passo del Vangelo di Matteo (“Ero forestiero e mi avete ospitato…”) ma aggiunge di sua iniziativa la parola “migrante”.

Si tratta, evidentemente, di quel riflesso condizionato che oggi agisce anche quando si legge un’opera del Seicento o si riprendono le parole di Gesù; perché quello del migrante è diventato un


L’ Italia è davvero come il Far West?

fare west Un operaio di colore che faceva il suo onesto lavoro su un ponteggio è stato colpito nella schiena da un piccolo proiettile di piombo sparato con una carabina ad aria compressa. E prima di lui la stessa modalità di aggressione si era avuta in un campo rom, dove purtroppo la vittima era stata una bambina.

Questi fatti orribili, i cui autori scellerati saranno certamente puniti come meritano dai magistrati essendo già stati identificati, hanno fatto gridare i soliti benpensanti ( giornalisti progressisti e politici pro immigrazione) contro la nuova ondata di razzismo in Italia. Inutile dirlo: la colpa di tutto ciò sarebbe da attribuire “in primis” a Matteo Salvini, come aveva già spiegato il guru Saviano dall’alto del


Siamo tutti narcisisti

narciso Paolo Orsina è un bravissimo storico e politologo che insegna alla Luiss di Roma. Qualche giorno fa è venuto a Firenze a presentare il suo ultimo libro La democrazia del narcisismo (Marsilio Editori) e ad interloquire con i giovani rappresentanti di Nazione Futura che lo avevano invitato.

Il narcisismo è un tema antichissimo, sviluppato dalla mitologia greca e poi illustrato magnificamente da Caravaggio in uno dei suoi capolavori. In seguito, all’ inizio del Novecento, è stato approfondito dalla psicologia e dalla psicoanalisi, che hanno spiegato come il narcisismo possa diventare una vera e propria patologia in quanto impedisce lo sviluppo corretto della personalità.

Orsina sposta il discorso in campo politico e, discutendo la crisi delle moderne democrazie liberali che è sotto gli


Nella patria dell’ acciaio

th Se si vuole veramente capire quello che sta succedendo in Italia e che, a partire dalle elezioni del 4 marzo fino ai ballottaggi per le amministrative di domenica 24 giugno, ha avuto un’ accelerazione davvero inaspettata, bisogna studiare il caso della cittadina umbra di Terni, dove ha vinto il candidato sindaco del centrodestra, ma soprattutto la Lega è diventato il partito più votato.

Perché Terni è un caso emblematico? Perché lì il tracollo della Sinistra è particolarmente significativo, forse ancora più che in altre città tradizionalmente rosse come Pisa e Siena, anch’ esse ora passate ad amministrazioni di centrodestra?

Per capirlo, bisogna andare indietro e ripartire dal 1884, quando a Terni venne fondata la Società degli altiforni, fonderie e acciaierie,


Sotto il segno dell’ Acquario

acquarius Non sarà come quella vecchia e famosa canzone, The age of Acquarius, che annunciava l’ inizio di una nuova era astrologica; ma non c’ è dubbio che la vicenda della nave ong Acquarius, bloccata prima di sbarcare in Sicilia con circa 600 migranti e adesso scortata da navi militari verso il porto spagnolo di Valencia, segni un svolta importante nella nostra politica dell’ accoglienza.

E non poteva che andare così: visto che i due partiti di governo avevano indicato nel loro famoso “contratto” la necessità e l’ urgenza di questo cambiamento; e che poi il ministro dell’ Interno, Matteo Salvini, aveva fatto della lotta all’ immigrazione irregolare il suo cavallo di battaglia.

Per questo, grazie anche all’ assenso del ministro


2 giugno festa nazionale

frecce Ha avuto pienamente ragione Cottarelli quando, uscendo dallo studio del Presidente Mattarella, ha detto che un governo politico è la soluzione di gran lunga migliore per l’ Italia.

Immaginate per un attimo cosa ci aspettava se non fosse nato il governo Lega-Cinquestelle con a capo il prof Conte: innanzitutto, il 2 giugno, avremmo avuto una festa della Repubblica sotto il segno della discordia nazionale, con le piazze di Roma riempite da manifestazioni di elettori delusi che avrebbero gridato la loro rabbia per aver visto frantumate le loro speranze di cambiamento. Uno scenario da incubo. Mentre, con matematica certezza, la speculazione finanziaria avrebbe ripreso a mordere la carne viva del nostro debito pubblico e a far schizzare


I duellanti

Cattura2I duellanti” è un bellissimo film di Ridley Scott del 1977; racconta le vicende di due ufficiali dell’ esercito napoleonico che, in seguito a una disputa sulle regole del codice d’ onore, continueranno a combattersi per anni.

Sembra questo il destino dello scontro politico ed istituzionale che si è determinato domenica sera, quando il (possibile) presidente del Consiglio Conte ha rinunciato al suo incarico, di fronte all’ esplicito rifiuto del Presidente Mattarella ad avallare la nomina del prof Savona come ministro dell’ Economia del governo Lega-Cinquestelle.

In questo caso, i duellanti sono il Presidente della Repubblica e il leader della Lega Matteo Salvini, che aveva indicato l’ economista Savona, notoriamente euroscettico e critico nei confronti dell’ UE a trazione germanica,


La storia della colonna infame si ripete

tortora Il processo per associazione camorristica e traffico di droga, che vide la condanna in primo grado di Enzo Tortora (assolto definitivamanete nel 1987 in Cassazione) e che lo portò alla morte, esattamente trenta anni fa, con un tumore ai polmoni (“mi hanno fatto esplodere una bomba atomica dentro”, egli stesso spiegò), fu una vera e propria infamia; al punto che è quasi obbligatorio rammentare il processo contro gli “untori”, magistralmente narrato da Alessandro Manzoni in “Storia della colonna infame”.

Durante la peste del 1630, a Milano, una donna di nome Caterina Rosa vide uno sconosciuto che si avvicinava ai muri delle case toccandone uno con le dita sporche e annerite; e pensò che fosse