Nuovo federatore cercasi

federatore Era febbraio del 2008, le elezioni politiche erano imminenti, e Silvio Berlusconi riuscì nuovamente a federare tutti i partiti del centrodestra, Lega bossiana inclusa. E a vincere quelle elezioni con una maggioranza relativa che si trasformò nel Parlamento in una maggioranza assoluta grazie alla legge Calderoli del 2005.

Un’operazione simile, nel senso geometrico del termine, era riuscita due anni prima anche a Romano Prodi col suo secondo governo ulivista, in cui aveva infilato tutti ma proprio tutti: Rifondazione Comunista, i verdi, i radicali e persino i mastelliani.

Due belle ammucchiate davvero, giustificate dalla storia della Seconda Repubblica e dalla legge elettorale di tipo maggioritario che tutto sommato garantì stabilità ai quei governi. Ma Berlusconi non riuscì mai a fare la


Turbati ma non preoccupati

assalto La storia, diceva Karl Marx parafrasando Hegel, si ripete sempre due volte: la prima come tragedia e la seconda come farsa. E’ il caso dello squadrismo che, nella sua recente manifestazione farsesca, ha assaltato e gravemente danneggiato la sede della Cgil a Roma, al margine di una manifestazione contro il Green pass e probabilmente anche contro i vaccini che ci stanno liberando dalla pandemia.

Lo squadrismo originario fu invece una faccenda maledettamente seria, al punto che divenne un pilastro, ma non il solo, del movimento fascista, culminato com’è noto con la marcia su Roma che dette il via al Ventennio in Italia.

Per dire tutta la verità, Mussolini ebbe un rapporto ambivalente con lo squadrismo: prima lo alimentò


Tornare al centro

calenda Il risultato delle elezioni in Germania è stato interpretato da Enrico Letta e compagni come una vittoria della sinistra, a dimostrazione del teorema per cui nel post-pandemia l’ondata populista si sarebbe esaurita ed avrebbe ripreso a soffiare il vento progressista dei diritti sociali, ambiente, ius soli, ius arcobaleno e, perché no, legalizzazione della cannabis.

Le cose non stanno esattamente così, perché la Spd di Olaf Scholz non ha vinto le elezioni su posizioni e promesse da sinistra radicale ( come quella gauchista che sembra avere affascinato il segretario del Pd o quella à la Corbyn che ha praticamente spianato la strada al governo di Boris Jhonson), bensì su un programma che possiamo serenamente definire moderato. E’ sufficiente ricordare la biografia


La Lega si slega

giorgetti Ha voglia Matteo Salvini di ripetere che si è vaccinato e che tutti (ma solo tra gli adulti) dovrebbero farlo e quindi nessuno deve apostrofarlo no vax; se contemporaneamente si dichiara contro l’obbligo vaccinale persino nella forma soft del lasciapassare verde, viene spontaneo chiedersi: lo dice perché ci crede veramente senza accorgersi di entrare in un classico parodosso logico, o lo fa per lisciare il pelo a quella minoranza di italiani (davvero adulti?) che inorridiscono all’idea di mostrare il Green pass per entrare al cinema o allo stadio, figuriamoci sul posto di lavoro?

Se questo è il modo di ragionare del segretario della Lega e di chi come lui – anche fuori dalla Lega, s’intende – fa


La marcia su Roma dei No vax

no green pass La marcia su Roma e sulle principali stazioni ferroviarie dei No vax e No green pass, annunciata dai media come un pericoloso tentativo eversivo, si è dimostrata in realtà un’autentica pagliacciata: con qualche fumogeno da stadio, le bandiere tricolore e i soliti cartelli demenziali contro Big Pharma e gli scienziati prezzolati. Ma niente di più.

E’ bastato che la ministra Lamorgese (forse pentitasi dopo l’episodio a dir poco imbarazzante del rave party) avesse promesso la tolleranza zero nei confronti di chi minacciava di bloccare i treni; e quasi tutti gli scalmanati hanno preferito starsene a casa nella fatidica ultima domenica d’agosto e limitarsi a riempire la rete con le loro farneticazioni pseudoscientifiche.

La verità è


Liberi fino alla fine

eu Dopo il successo della raccolta di firme per i referendum sulla Giustizia, se ne annuncia un altro che forse non era altrettanto prevedibile: perché 500.000 firme sono già state raccolte dall’Associazione Luca Coscioni, di cui l’ex parlamentare Marco Cappato è il più noto esponente, per richiedere un referendum parzialmente abrogativo dell’art. 579 del Codice penale che prevede una pena da sei a quindici anni di reclusione per l’omicidio del consenziente.

“Liberi fino alla fine” è lo slogan di questa campagna referendaria che, senza inutili giri di parole o sciocchi eufemismi, dichiara apertamente che il suo obiettivo è quello di introdurre in Italia l’eutanasia legale.

Per capire come si è arrivati a tutto ciò, bisogna fare un passo indietro e


Adelante con juicio

MD Nella sala degli Arazzi di palazzo Chigi, durante i saluti e i ringraziamenti di rito ai giornalisti prima della pausa estiva, al presidente Draghi è pervenuta una domanda un po’ maliziosa sul reddito di cittadinanza: il principale cavallo di battaglia del Movimento Cinquestelle.

E lui, con quella tipica espressione che ormai ci è familiare, tra il sornione e il faceto, ha rivelato a tutti i presenti e quindi ai loro lettori che “concettualmente” non è contrario.

Apriti cielo. E’ subito scattato il riflesso condizionato di Giorgia Meloni che ormai ha preso la strada della contestazione a prescindere e che, dopo avere rinunciato a giocare in prima persona la partita del Campidoglio, continua a sperare di assumere la leadership del


E adesso la scuola

scu La riforma Cartabia del processo penale ha ovviamente tenuto banco nelle passate settimane ed è stata al centro delle attività di governo, che è riuscito a superare lo scoglio dell’ala dura del giustizialismo grillino. Ma non è che con questo successo si possa considerare conclusa la partita della riforma della giustizia; ci sono altri obiettivi da raggiungere prima di cantar vittoria: la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e magistrati giudicanti, tanto per dirne uno irrinunciabile. Per questo confidiamo nell’esito dei referendum.

Adesso è arrivato il momento di mettere mano a un’altra questione che non può più essere rimandata, anche perché la pausa ferragostana si avvicina e subito dopo saremo a settembre, quando si dovranno riaprire le scuole e


La Grande Riforma

carta Da quanto si parlava di fare una riforma della Giustizia a partire dalla responsabilità civile dei magistrati? Certamente già dai tempi del processo ad Enzo Tortora, cui fece seguito il referendum popolare del 1987 con lo scopo di tutelare i cittadini nei casi di grave imperizia dei giudici: referendum vinto dal fronte del Sì con l’80% dei consensi, ma poi snaturato dalla legge Vassalli che di fatto preservava una sostanziale irresponsabilità del magistrato.

Non c’è dubbio, allora, che l’approvazione nel Consiglio dei ministri di qualche giorno fa della riforma del processo penale firmata dalla ministra Cartabia sia un importante passo in avanti perché si muove nel rispetto del principio costituzionale del giusto processo, e


La questione romana

calenda Tra le prossime sfide elettorali, mi sembra che quella per la conquista del Campidoglio sia in assoluto la più importante: perché Roma è, nonostante tutto, sempre eterna, sempre caput mundi e sempre sarà la nostra capitale.

Non fosse così non ci sarebbe stata la questione romana a segnare buona parte parte del Risorgimento: dalla battaglia del Gianicolo fino alla breccia di Porta Pia; e in seguito anche la storia post-unitaria con la legge delle Guarentigie e i Patti lateranensi del ’29.

Per questo, in un suo libro (Giordano Bruno, il Mulino), la storica Anna Foa rievoca il 9 giugno 1889, quando a Campo de’ Fiori venne scoperta la statua dedicata al filosofo nolano, arso proprio in quel luogo tre secoli