Nessuno tocchi JK Rowling

J.K-Rowling Difficile a credersi ma sono già passati vent’anni dal primo romanzo della saga di Harry Potter, il maghetto di Hogwarts che molti di noi hanno visto crescere anche nei film tratti dai racconti di JK Rowling. Milioni di copie vendute in tutto il mondo che hanno appassionato non solo i bambini e che dimostrano a chi non l’avesse ancora capito che la letteratura per l’infanzia – Collodi insegna – a volte travalica i confini del genere perché riesce a parlare a quel “fanciullino” presente in ogni adulto, sul quale Giovanni Pascoli elaborò una complessa teoria estetica nel celebre saggio omonimo.

Purtroppo JK Rowling non sarà chiamata a celebrare il ventennale di Harry Potter e la pietra filosofale


L’ira funesta di Conte

GC Cantami, o Diva, del Grillide Conte l’ira funesta che lutti addusse ai telespettatori italiani: magari un giorno si potrà ricordare così, con una parafrasi omerica un po’ azzardata, la vicenda dei direttori di Tg Uno, Due e Tre appena nominati in casa Rai, che tanto ha fatto incazzare Giuseppe Conte al punto da minacciare una terribile ritorsione. E che ci ha fatto venire in mente quando Achille se la prese con Agamennone per via della bella schiava Briseide da lui sottratagli e, per qualche giorno, smise di fare la guerra ai Troiani.

Ma quale sarebbe questa ritorsione del Grillide Conte contro il comandante supremo della Rai Fuortes che ha nominato i direttori delle testate giornalistiche


Sputtanati mediatici

renzi Lo sputtanamento mediatico in Italia nasce una trentina di anni fa, e poi è andato consolidandosi e perfezionandosi come metodologia comunicativa fino ad arrivare a livelli di straordinaria perizia nei nostri giorni.

La sua prima apparizione risale ai tempi di Mani Pulite, quando si venne a creare una santa alleanza tra un noto gruppo di magistrati inquirenti, i Pm della procura di Milano, e alcuni organi di stampa ( tra cui il Corriere della Sera, Repubblica e l’Unità), con lo scopo determinato di smantellare i partiti di governo della Prima Repubblica: in primis Democrazia Cristiana e Partito socialista.

Lo sputtanamento consisteva, dunque, nello sbattere in prima pagina i nomi e le foto degli inquisiti, e farli passare


Per carità…

carità Al giornalista che in conferenza-stampa a Glasgow gli ha chiesto se pensasse di diventare, un domani, leader mondiale di una nuova politica economica di investimenti, Mario Draghi ha risposto col suo tipico sorrisetto alla Luciano Salce: “Per carità…”

Beh, immaginiano cosa direbbe a chi gli andasse a proporre la leadership di una rispettabilissima maggioranza larga, magari riformista ed europeista, con la quale partecipare alla prossima tornata elettorale, una volta che sia stato nominato il nuovo Presidente della Repubblica e l’attuale legislatura sia giunta al termine naturale (nesssuno ma proprio nessuno al momento auspica elezioni anticipate).

Davvero qualcuno seriamente pensa che il nostro Premier, invocato nel momento della masssima emergenza dal secondo dopoguerra in poi, voglia trasformarsi in


Nuovo federatore cercasi

federatore Era febbraio del 2008, le elezioni politiche erano imminenti, e Silvio Berlusconi riuscì nuovamente a federare tutti i partiti del centrodestra, Lega bossiana inclusa. E a vincere quelle elezioni con una maggioranza relativa che si trasformò nel Parlamento in una maggioranza assoluta grazie alla legge Calderoli del 2005.

Un’operazione simile, nel senso geometrico del termine, era riuscita due anni prima anche a Romano Prodi col suo secondo governo ulivista, in cui aveva infilato tutti ma proprio tutti: Rifondazione Comunista, i verdi, i radicali e persino i mastelliani.

Due belle ammucchiate davvero, giustificate dalla storia della Seconda Repubblica e dalla legge elettorale di tipo maggioritario che tutto sommato garantì stabilità ai quei governi. Ma Berlusconi non riuscì mai a fare la


Turbati ma non preoccupati

assalto La storia, diceva Karl Marx parafrasando Hegel, si ripete sempre due volte: la prima come tragedia e la seconda come farsa. E’ il caso dello squadrismo che, nella sua recente manifestazione farsesca, ha assaltato e gravemente danneggiato la sede della Cgil a Roma, al margine di una manifestazione contro il Green pass e probabilmente anche contro i vaccini che ci stanno liberando dalla pandemia.

Lo squadrismo originario fu invece una faccenda maledettamente seria, al punto che divenne un pilastro, ma non il solo, del movimento fascista, culminato com’è noto con la marcia su Roma che dette il via al Ventennio in Italia.

Per dire tutta la verità, Mussolini ebbe un rapporto ambivalente con lo squadrismo: prima lo alimentò


Tornare al centro

calenda Il risultato delle elezioni in Germania è stato interpretato da Enrico Letta e compagni come una vittoria della sinistra, a dimostrazione del teorema per cui nel post-pandemia l’ondata populista si sarebbe esaurita ed avrebbe ripreso a soffiare il vento progressista dei diritti sociali, ambiente, ius soli, ius arcobaleno e, perché no, legalizzazione della cannabis.

Le cose non stanno esattamente così, perché la Spd di Olaf Scholz non ha vinto le elezioni su posizioni e promesse da sinistra radicale ( come quella gauchista che sembra avere affascinato il segretario del Pd o quella à la Corbyn che ha praticamente spianato la strada al governo di Boris Jhonson), bensì su un programma che possiamo serenamente definire moderato. E’ sufficiente ricordare la biografia


La Lega si slega

giorgetti Ha voglia Matteo Salvini di ripetere che si è vaccinato e che tutti (ma solo tra gli adulti) dovrebbero farlo e quindi nessuno deve apostrofarlo no vax; se contemporaneamente si dichiara contro l’obbligo vaccinale persino nella forma soft del lasciapassare verde, viene spontaneo chiedersi: lo dice perché ci crede veramente senza accorgersi di entrare in un classico parodosso logico, o lo fa per lisciare il pelo a quella minoranza di italiani (davvero adulti?) che inorridiscono all’idea di mostrare il Green pass per entrare al cinema o allo stadio, figuriamoci sul posto di lavoro?

Se questo è il modo di ragionare del segretario della Lega e di chi come lui – anche fuori dalla Lega, s’intende – fa


La marcia su Roma dei No vax

no green pass La marcia su Roma e sulle principali stazioni ferroviarie dei No vax e No green pass, annunciata dai media come un pericoloso tentativo eversivo, si è dimostrata in realtà un’autentica pagliacciata: con qualche fumogeno da stadio, le bandiere tricolore e i soliti cartelli demenziali contro Big Pharma e gli scienziati prezzolati. Ma niente di più.

E’ bastato che la ministra Lamorgese (forse pentitasi dopo l’episodio a dir poco imbarazzante del rave party) avesse promesso la tolleranza zero nei confronti di chi minacciava di bloccare i treni; e quasi tutti gli scalmanati hanno preferito starsene a casa nella fatidica ultima domenica d’agosto e limitarsi a riempire la rete con le loro farneticazioni pseudoscientifiche.

La verità è


Liberi fino alla fine

eu Dopo il successo della raccolta di firme per i referendum sulla Giustizia, se ne annuncia un altro che forse non era altrettanto prevedibile: perché 500.000 firme sono già state raccolte dall’Associazione Luca Coscioni, di cui l’ex parlamentare Marco Cappato è il più noto esponente, per richiedere un referendum parzialmente abrogativo dell’art. 579 del Codice penale che prevede una pena da sei a quindici anni di reclusione per l’omicidio del consenziente.

“Liberi fino alla fine” è lo slogan di questa campagna referendaria che, senza inutili giri di parole o sciocchi eufemismi, dichiara apertamente che il suo obiettivo è quello di introdurre in Italia l’eutanasia legale.

Per capire come si è arrivati a tutto ciò, bisogna fare un passo indietro e