Da che parte sta il papa?

download (12) Papa Francesco è andato all’ Università di Roma per parlare con gli studenti e, a differenza di Benedetto XVI a cui venne di fatto impedito di tenere un discorso nello stesso luogo, è stato accolto con manifestazioni di grande affetto.

Ma Bergoglio, lo sappiamo bene, è un pastore di questo tempo, perfettamente a suo agio nel meccanismo della comunicazione e nell’ utilizzo dei media. Lo capimmo da subito, quando si offrì alle telecamere con quel look da prete di periferia assurto al trono di San Pietro quasi controvoglia: una specie di “turista per caso” di passaggio nella caput mundi e costretto a rimanerci per il resto della vita da una volontà superiore a cui non poteva dir


10 febbraio, Giorno del Ricordo

images (4) Abbiamo da poco celebrato il 27 gennaio per non dimenticare la tragedia dello sterminio degli ebrei, ordinato da Hitler e dai suoi seguaci a partire dal 1941 e conclusosi nel 1945 con la liberazione dei sopravvissuti nei numerosi lager nazisti, che arriva il 10 febbraio a ricordarci che nel Novecento c’ è stato anche un altro totalitarismo, di diverso colore ma di uguale ferocia: il comunismo.

Gli italiani conobbero la violenza insita nell’ideologia marxista già durante gli anni della Resistenza, quando i partigiani della brigata Garibaldi cercavano di imporre con tutti i mezzi la loro supremazia sui partigiani di altre tradizioni politiche. Questo avvenne, ma è solo un esempio, a Porzus, nel Friuli, dove partigiani cattolici e


Era meglio con Gheddafi

download (11) C’ era una volta il generale Gheddafi, che comandava la Libia con il pugno di ferro ed era riuscito, così, a stabilizzare un’ area abitata da varie etnie e tribù spesso in guerra tra di loro.

Muammar Gheddafi era un musulmano laico, più assimilabile ai vecchi dittatori fascisti del secolo scorso che a un pericoloso leader fondamentalista dei nostri giorni: tanto è vero che l’ ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era riuscito a farselo amico, avendo entrambi la stessa grande passione per le belle donne. Fu così che tra l’ Italia e la sua antica colonia dei tempi di Giolitti e del Duce venne stretto un accordo reciprocamente molto proficuo, chiamato “Trattato di amicizia


I cristiani prima

download (9)

Finalmente arriva qualcuno che, una volta eletto, fa esattamente quello che aveva promesso ai suoi elettori; e non nei primi cento giorni, come si direbbe in Italia, bensì la settimana dopo il suo insediamento. Sto parlando di Donald Trump, ovviamente, che giorno dopo giorno mostra al mondo intero i decreti (executive orders) da lui firmati nel completo rispetto del suo programma elettorale e, quindi, della fiducia accordatagli dal popolo americano.

Con l’ ultimo di questi decreti ha ordinato l’ immediato stop alla politica immigrazionista voluta dal suo predecessore Obama ed ha fortemente ribadito il principio cardine dell’ era Trump: il sovranismo. Agli immigrati di sette paesi, tra i quali Siria, Libia, Pakistan e Iran, quelli cioè più a rischio


The President

download (8) Donald Trump è ora il 45° presidente degli Stati Uniti d’ America, dopo che ha giurato di essere fedele, proteggere e difendere la Costituzione, con la mano destra levata e la sinistra poggiata sulla Bibbia di Abraham Lincoln, davanti al presidente uscente Barack Obama, a Bill Clinton, George W. Bush, Jimmy Carter, le first ladies del passato, la bellissima nuova first lady, i giudici della Corte Suprema e circa un milione di americani arrivati davanti alla Casa Bianca per godersi la cerimonia dell’ insediamento.

Poi ha fatto un discorso non troppo lungo e dai toni piuttosto contenuti, rispetto al suo solito stile da torrente in piena, ma comunque ha ribadito chiaramente i punti già espressi


Basta sottomissione

burkini E’ davvero una buona notizia: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dato ragione alla Svizzera e di conseguenza ha rigettato il ricorso di due genitori di fede islamica, secondo i quali la loro figlia, durante le lezioni di nuoto a scuola, non dovrebbe entrare in piscina con gli alunni maschi. I giudici dell’ alta Corte hanno così ribadito un principio sacrosanto, e cioè che l’ integrazione in Europa si deve fare rispettando le nostre consuetudini e non le loro; un principio che negli ultimi anni è stato spesso ignorato e calpestato quando, in nome di un concetto distorto di tolleranza, si è concesso alle comunità islamiche di vivere secondo le leggi della Sharia e non degli Stati ospitanti,


181.436

download-6 Nel 2016 sono arrivati nei porti dell’ Italia del Sud 181.436 migranti, ovvero il 17,94 % in più rispetto all’ anno scorso (dati del Viminale). Arrivano per la maggior parte da paesi africani, come la Nigeria e il Senegal, dove non ci sono guerre e quindi non sono profughi; e poi restano in Italia, ospitati nei centri d’ accoglienza gestiti dalle cooperative che fanno affari d’ oro, oppure se ne vanno in giro e diventano clandestini a tutti gli effetti. Ormai non possono più attraversare il confine con la Francia o con l’ Austria, visto che quelle frontiere sono sigillate per motivi di sicurezza, di conseguenza restano nel Belpaese e si aggiungono a quelli dell’anno precedente.

Nei


Natale di sangue

download-5 Se volessi risparmiarmi la fatica (si fa per dire) di scrivere, oggi potrei fare un semplice copia-e-incolla del post scritto subito dopo la strage di Nizza del 14 luglio. Eh sì, perché quello che è successo a Berlino, lunedì 19 dicembre, non è che una replica, una tragica replica.

Il copione si è ripetuto esattamente con le stesse modalità: la folla che si accalca per una festa (il mercatino di Natale nel centro di Berlino); il terrorista islamico che si mette alla guida di un Tir rubato (in questo caso uccide anche lo sventurato autista polacco); la strage di uomini e donne buttati giù con crudele premeditazione, il caos, la paura, il funerale del giorno dopo, i soliti discorsi (a luglio


4 dicembre 2016

referendum-4-dicembre Grazie a Dio è finita! Hanno vinto, anzi stravinto i No. Ma non sarebbe stato meglio se avessero vinto vinto i Sì? Forse, chissà. In ogni caso è finito il tormentone durato cinque lunghi mesi e che ha riempito i dibattiti in tv e sulla carta stampata, tanto che se ne parlava per strada, negli uffici, al bar, in famiglia e persino a scuola. Insomma, non se ne poteva più.

E tutto questo mentre l’ economia italiana continua ad essere bloccata sui decimali di ripresa e le statistiche del Censis (Centro studi investimenti sociali) rappresentano la realtà giovanile con un tragico quadro di disoccupazione e precariato. Ma per diversi mesi le priorità nazionali sono state


L’ ultimo dei comunisti

castro
Se n’ è andato Fidel Castro, l’ ultimo bastione del comunismo novecentesco, colui che era riuscito a rifare l’ Unione Sovietica nella splendida isola caraibica di Cuba, da quando nel 1959 costrinse alla resa il dittatore Fulgencio Batista e poi, nel giro di qualche mese, diventò il lìder maximo, ovvero primo ministro, segretario del partito e infine persino presidente della Repubblica.

Insomma, per i cubani si passò dalla padella alla brace, dalla dittatura di Batista, che aveva reso l’ isola un immenso casinò, al regime castrista che non portò democrazia e benessere, bensì il totalitarismo con tutte le sue belle prigioni politiche, le deportazioni di massa, le torture e le persecuzioni ideologiche.

Eppure, se ci pensiamo bene,