La Lega si slega

giorgetti Ha voglia Matteo Salvini di ripetere che si è vaccinato e che tutti (ma solo tra gli adulti) dovrebbero farlo e quindi nessuno deve apostrofarlo no vax; se contemporaneamente si dichiara contro l’obbligo vaccinale persino nella forma soft del lasciapassare verde, viene spontaneo chiedersi: lo dice perché ci crede veramente senza accorgersi di entrare in un classico parodosso logico, o lo fa per lisciare il pelo a quella minoranza di italiani (davvero adulti?) che inorridiscono all’idea di mostrare il Green pass per entrare al cinema o allo stadio, figuriamoci sul posto di lavoro?

Se questo è il modo di ragionare del segretario della Lega e di chi come lui – anche fuori dalla Lega, s’intende – fa


La marcia su Roma dei No vax

no green pass La marcia su Roma e sulle principali stazioni ferroviarie dei No vax e No green pass, annunciata dai media come un pericoloso tentativo eversivo, si è dimostrata in realtà un’autentica pagliacciata: con qualche fumogeno da stadio, le bandiere tricolore e i soliti cartelli demenziali contro Big Pharma e gli scienziati prezzolati. Ma niente di più.

E’ bastato che la ministra Lamorgese (forse pentitasi dopo l’episodio a dir poco imbarazzante del rave party) avesse promesso la tolleranza zero nei confronti di chi minacciava di bloccare i treni; e quasi tutti gli scalmanati hanno preferito starsene a casa nella fatidica ultima domenica d’agosto e limitarsi a riempire la rete con le loro farneticazioni pseudoscientifiche.

La verità è


Liberi fino alla fine

eu Dopo il successo della raccolta di firme per i referendum sulla Giustizia, se ne annuncia un altro che forse non era altrettanto prevedibile: perché 500.000 firme sono già state raccolte dall’Associazione Luca Coscioni, di cui l’ex parlamentare Marco Cappato è il più noto esponente, per richiedere un referendum parzialmente abrogativo dell’art. 579 del Codice penale che prevede una pena da sei a quindici anni di reclusione per l’omicidio del consenziente.

“Liberi fino alla fine” è lo slogan di questa campagna referendaria che, senza inutili giri di parole o sciocchi eufemismi, dichiara apertamente che il suo obiettivo è quello di introdurre in Italia l’eutanasia legale.

Per capire come si è arrivati a tutto ciò, bisogna fare un passo indietro e


Adelante con juicio

MD Nella sala degli Arazzi di palazzo Chigi, durante i saluti e i ringraziamenti di rito ai giornalisti prima della pausa estiva, al presidente Draghi è pervenuta una domanda un po’ maliziosa sul reddito di cittadinanza: il principale cavallo di battaglia del Movimento Cinquestelle.

E lui, con quella tipica espressione che ormai ci è familiare, tra il sornione e il faceto, ha rivelato a tutti i presenti e quindi ai loro lettori che “concettualmente” non è contrario.

Apriti cielo. E’ subito scattato il riflesso condizionato di Giorgia Meloni che ormai ha preso la strada della contestazione a prescindere e che, dopo avere rinunciato a giocare in prima persona la partita del Campidoglio, continua a sperare di assumere la leadership del


E adesso la scuola

scu La riforma Cartabia del processo penale ha ovviamente tenuto banco nelle passate settimane ed è stata al centro delle attività di governo, che è riuscito a superare lo scoglio dell’ala dura del giustizialismo grillino. Ma non è che con questo successo si possa considerare conclusa la partita della riforma della giustizia; ci sono altri obiettivi da raggiungere prima di cantar vittoria: la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e magistrati giudicanti, tanto per dirne uno irrinunciabile. Per questo confidiamo nell’esito dei referendum.

Adesso è arrivato il momento di mettere mano a un’altra questione che non può più essere rimandata, anche perché la pausa ferragostana si avvicina e subito dopo saremo a settembre, quando si dovranno riaprire le scuole e


La Grande Riforma

carta Da quanto si parlava di fare una riforma della Giustizia a partire dalla responsabilità civile dei magistrati? Certamente già dai tempi del processo ad Enzo Tortora, cui fece seguito il referendum popolare del 1987 con lo scopo di tutelare i cittadini nei casi di grave imperizia dei giudici: referendum vinto dal fronte del Sì con l’80% dei consensi, ma poi snaturato dalla legge Vassalli che di fatto preservava una sostanziale irresponsabilità del magistrato.

Non c’è dubbio, allora, che l’approvazione nel Consiglio dei ministri di qualche giorno fa della riforma del processo penale firmata dalla ministra Cartabia sia un importante passo in avanti perché si muove nel rispetto del principio costituzionale del giusto processo, e


La questione romana

calenda Tra le prossime sfide elettorali, mi sembra che quella per la conquista del Campidoglio sia in assoluto la più importante: perché Roma è, nonostante tutto, sempre eterna, sempre caput mundi e sempre sarà la nostra capitale.

Non fosse così non ci sarebbe stata la questione romana a segnare buona parte parte del Risorgimento: dalla battaglia del Gianicolo fino alla breccia di Porta Pia; e in seguito anche la storia post-unitaria con la legge delle Guarentigie e i Patti lateranensi del ’29.

Per questo, in un suo libro (Giordano Bruno, il Mulino), la storica Anna Foa rievoca il 9 giugno 1889, quando a Campo de’ Fiori venne scoperta la statua dedicata al filosofo nolano, arso proprio in quel luogo tre secoli


Una discussione d’altri tempi

zan C’è un gusto un po’ retrò nella disputa sul ddl Zan: ci riporta indietro di qualche decennio ai tempi in cui in Italia (ma non solo) prevalevano le ideologie e, di conseguenza, si facevano ancora le crociate, i comizi in piazza, le tribune politiche in tv; si agitavano le falci-e-martello da una parte e i crocifissi dall’altra; si affiggevano i manifesti politici sui muri dei palazzi anche negli spazi non proprio corretti; al bar si discuteva e si parlava in politichese, mentre in parrocchia si citavano in latino i padri della Chiesa.

Non a caso la televisione di quegli anni era in bianco e nero; perché era quello il modo di vedere la realtà: il bene e il


Libertà di cura

conferenzastampa Ha fatto benissimo il presidente Draghi a venire in tivvù e metterci la faccia per dire a tutti gli italiani che bisogna necessariamente fare il richiamo della prima vaccinazione anti-Covid; che lui stesso lo rifarà utilizzando il famoso mix, pur non essendo obbligato visti i suoi settant’anni e passa; ma che – questa è la parte che più mi piace – ciascuno è libero di scegliere se rivaccinarsi con altro farmaco o ripetere la dose di Astrazeneca.

Stava parlando, nell’ultima parte del discorso, di quelle persone al di sotto dei sessanta ai quali, da un giorno all’altro, per la precisione in seguito alla morte della povera Camilla di anni 18, era stato comunicato che il vaccino


Una ragazza italiana

Saman Italian girl, ragazza italiana, così Saman Abbas si era definita sul suo profilo di Instagram: sintetizzando con due parole tutto un programma di vita, una scelta coraggiosa e – diciamolo pure – esteticamente azzeccata.

Perché dalla foto del documento d’identità in cui la povera ragazza è coperta da un pezzo di stoffa nero che le lascia visibile appena l’ovale del volto, a quella più recente in cui si mostra col nuovo look sbarazzino, i capelli arricciati, le sopracciglia ben definite e le labbra evidenziate dal rossetto adolescenziale, beh, ci corre una distanza siderale.

E – lo voglio ripetere – non è soltanto una differenza cuturale, religiosa o valoriale: è innanzitutto una questione estetica; è la differenza tra il brutto e