Un centenario sciagurato

pci Il 21 gennaio 1921, a guardarlo col senno di poi, rappresentò per la storia della Sinistra italiana sia un battesimo che un funerale: perché nasceva in un teatro di Livorno il PCD’I, in seguito denominato PCI; e perché, contemporaneamente, si metteva una pietra tombale sul socialismo riformista.

Detto in parole povere: trionfavano gli eredi dell’antico massimalismo, gli oppositori di Turati e della visione pragmatica del sole nascente; infiammati dal verbo leninista e dal bolscevismo che era diventato padrone incontrastato del nuovo paradiso marxista in Russia.

Frutto immediato di quella scissione, che poi mise in un angolo i riformisti, fu la rapida ascesa del regime fascista che si trovò la strada spianata da governi liberali debolissimi, impantanati nel sistema proporzionale


I trasformisti

De Pretis “Se qualcuno vuole entrare nelle nostre file, se vuole accettare il mio modesto programma, se vuole trasformarsi e diventare progressista, come posso io respingerlo?”

Potrebbe essere questo l’incipit, o la conclusione, del discorso che Giuseppe Conte terrà al Senato chiedendo la fiducia, laddove i numeri per lui si sono fatti ballerini dopo il venir meno della componente renziana. In realtà, come molti avranno intuito, quelle parole furono pronunciate durante il celebre discorso tenuto l’8 otttobre 1882 da Agostino De Pretis, che da quel momento diventò il padre fondatore del trasformismo.

Ma il De Pretis non era uno spregiudicato cercatore di voti in Parlamento, come oggi lo si vuole descrivere per macchiarne la memoria. Il suo problema era che nell’Italia


Si deve votare

elezini L’assalto dei rivoltosi al palazzo del Congresso americano, incitati da un Donald Trump in pieno delirio, ci ha lasciati tutti attoniti e finanche inorriditi. E alcuni commentatori si sono spinti a definire la democrazia degli USA fragile come un gigante d’argilla.

A prescindere dal fatto che il tentativo di golpe più tragicomico della storia contemporanea non ha avuto nessun risultato concreto, se non la morte di cinque persone e lo sputtanamento mondiale del Presidente uscente (anzi, uscito fuori di testa), per cui Joe Biden assumerà regolarmente i pieni poteri fra un paio di settimane; vorrei ricordare che la democrazia americana ha, invece, dato una prova superlativa della sua vitalità allorché, nel mezzo della pandemia, non ha voluto privare i cittadini


Il venditore di almanacchi

almanacco Giacomo Leopardi non è stato soltanto un poeta, un grandissimo poeta. E’ stato anche un filosofo, che ha preferito dare forma letteraria ai suoi pensieri. Le Operette morali, infatti, sono dei veri e propri dialoghi filosofici, ancorché scritti sotto forma di favole e racconti ispirati alla storia o alla mitologia.

Ce n’è uno, famosissimo, che andrebbe letto o riletto nei primi giorni dell’Anno nuovo: “Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere”. Perché qui Leopardi tratta la materia della speranza verso un futuro migliore con un tono straordinariamente lieve, non calcando la mano del pessimista cosmico come aveva fatto altrove; e ci lascia, alla fine della lettura, senza l’amaro in bocca.

Non è proprio ciò di cui abbiamo


Vax-Day

vax day Sgombriamo subito il campo dalle scemenze comunicative inventate dal duo Conte/Casalino con l’ausilio dell’archi-star di turno: l’Italia non rinasce con un fiore. Al diavolo, dunque, le primule rosa e relativi padiglioni della campagna vaccinale.

Dopo settantamila italiani morti per Covid, ancora questi signori pensano di poterci venire a raccontare storielle del tipo “andrà tutto bene” o “mettete dei fiori nei vostri cannoni”?

Ma siamo seri, per carità. Quando Churchill spinse il Regno Unito a combattere contro il Terzo Reich, disse chiaramente agli inglesi quello che li aspettava: lacrime e sangue. E gli inglesi capirono subito che alla Wermacht e alle SS di Hitler non bisognava più offrire trattati di pace o margherite petalose, ma tutta la potenza di


Il fantasma del comunismo

manifesto 2 Correva l’anno 1848, quando Carlo Marx e Federico Engels scrivevano che un pericoloso spettro (il comunismo) si aggirava per l’Europa. Quello spettro, che nel corso del secolo successivo avrebbe fatto danni incommensurabili ma sembrava essersi dileguato definitivamente dopo la caduta del Muro di Berlino e del regime sovietico, in realtà ogni tanto ritorna. E, anche se non ci terrorizza come una volta, ci fa sussultare come il fantasma di Canterville che, nel racconto di Oscar Wilde, spaventa la famiglia Otis.

Il fantasma del comunismo è ricomparso nel Parlamento italiano, quando alcuni onorevoli della Sinistra estrema hanno sinistramente presentato un emendamento alla legge di Bilancio con cui vorrebbero introdurre la tassa patrimoniale. Come tutti ricordano, quello della tassa patrimoniale


Il Nobel per insegnanti

ranjit Quanti sanno che esiste un premio Nobel (il Global Teacher Prize) per il migliore insegnante dell’anno, un ricco premio da un milione di dollari, offerto dalla Varkey Foundation?

Non è certamente una di quelle notizie che trovano spazio sulle prime pagine dei giornali, soprattutto in Italia, dove il tema della scuola negli ultimi venti/trent’anni è stato posto in fondo alla lista delle priorità nazionali. Basta entrare in un qualsiasi edificio scolastico per rendersene conto, e si capisce subito che investimenti (non) sono stati fatti: sul piano dell’edilizia, delle dotazioni tecnologiche, delle strutture sportive, delle biblioteche. Per non parlare poi dei nostri insegnanti, che sono tra i più anziani e contemporaneamente tra i meno pagati all’interno della UE.

Eppure tutti gli analisti


In attesa del vaccino anti-Covid

vax L’ultima profetessa no-vax sembra essere una giovanissima italiana che vanta un seguito di milioni di seguaci (o followers, come si dice nel gergo internettiano) e che, tramite il social ormai prediletto dagli adolescenti Tik-Tok, ha lanciato l’ennesima crociata contro il complotto ordito da Big Pharma al fine di controlllare l’umanità presente e futura mediante il vaccino anti-Covid.

Chi poi volesse approfondire o semplicemente divertirsi vedendo sin dove sa spingersi l’immaginazione quando si tinge di paranoia, può facilmente trovare sulla rete numerosi siti e pagine Facebook che offrono video a prezzi scontati, dove tutti i complotti vengono svelati, a partire dal famigerato triangolo delle Bermuda per arrivare alla questione che ci tocca più da vicino, e cioè i vaccini.

Il risultato


Quando riapriranno le scuole?

chiuse Le immagini che abbiamo visto recentemente di ragazzi e ragazze seduti davanti alle scuole chiuse a causa dell’emergenza sanitaria, con i loro tablet poggiati sulle ginocchia per fare la didattica a distanza, esprimono l’amarezza per essersi trovati ancora una volta a dover sopportare quella situazione di isolamento che per gli adolescenti è la peggiore punizione.

La loro protesta silenziosa ci colpisce molto di più delle chiassose manifestazioni che in passato hanno condotto lungo le strade cittadine, per motivi che non sempre risultavano comprensibili a noi adulti.

Ora ci stanno dicendo semplicemente che preferirebbero trovarsi nelle loro classi, a scuola, insieme ai compagni e agli insegnanti; anziché stare a casa davanti allo schermo di un qualsiasi “device”, ad ascoltare le


Conte non c’incanta

Cont La deriva sentimentale di Giuseppe Conte, dai toni così sdolcinati che provocano non le lacrime ma il mal di stomaco, è iniziata un paio di settimane fa; rispondendo alla letterina di un fantomatico bimbo di cinque anni che gli chiedeva, scrivendo come un accademico della Crusca, un lasciapassare speciale per Babbo Natale nella notte in cui è solito consegnare i regali.

Risposta da palazzo Chigi immediatamente arrivata e divulgata via social a tutti gli italiani, secondo la strategia mediatica gestita sapientemente da Rocco Casalino, il mago della propaganda e della manipolazione che Beppe Grillo gli ha piazzato alle costole (non si capisce se come angelo custode o cane da guardia).

Quanti italiani, poi, avranno abboccato all’amo e si saranno asciugate