Un presepe di plastica

acquavivaLo so che rischio di essere ripetitivo, ma in questi ultimi giorni i tg ci hanno mostrato come i preti bergogliani (quelli delle porte aperte a tutti) riescano a stravolgere nella forma e, peggio ancora, nella sostanza l’antichissima tradizione del presepe; per cui non posso fare a meno di tornare a parlarne.

Un caso, in particolare, mi ha colpito e infastidito per la espressività estremamente kitsch: si vede un bambolotto ( di colore nero, ovviamente, guai oggi a proporre un Cristo di carnagione bianca come hanno fatto per secoli i maestri della pittura da Cimabue fino a Salvador Dalì); che giace in un metaforico mare di bottigliette di plastica (il tema dell’ecologia onnipresente); galleggiante su un salvagente di gomma


Cambiamenti climatici e gilet gialli

gile Si sta facendo un gran parlare e scrivere in questi ultimi anni di cambiamenti climatici, i quali effettivamente sono sotto gli occhi di tutti. E se ne dà la colpa alla famigerata Co2 prodotta innanzitutto dalle nostre automobili a benzina o diesel; tanto che in Francia il presidente Macron aveva pensato di mettere una super tassa su questo tipo di macchine, nella speranza di convincere i francesi a rottamarle tutte e a comprarsi delle belle vetture elettriche che non inquinano, sono alla moda e hanno solo un difettuccio: i prezzi vanno da trentamila in su.

In Francia sappiamo bene com’è andata a finire, o meglio che cosa sta succedendo in questi giorni. Praticamente è scoppiata la più consistente sommossa popolare


Sulla vecchiaia

anziani La buona notizia per tutti i sessantenni e ultrasessantenni è che non siamo vecchi come forse temevamo già di essere: lo ha appena certificato l’autorevole “Società di gerontologia e geriatria” che ha innalzato la soglia della vecchiaia a 75 anni. Di conseguenza, noi sessantenni possiamo ancora dirci e sentirci giovani, e fare nostro l’antico motto di Cicerone: Nessuno è tanto vecchio da non pensare di vivere ancora un anno ( Nemo est tam senex qui se annum non putet posse vivere).

Le ragioni di questo fenomeno sono tante e anche piuttoste ovvie: vanno dal cibo che mangiamo in migliore qualità oltre che in maggiore quantità ( ormai lo sappiamo praticamente tutti cos’è una dieta bilanciata); a una più diffusa


Storie di comuni idealisti

isola Sembra che il reverendo Jhon Allen Chau sia sbarcato nell’isola di North Sentinel gridando agli indigeni “Jesus loves you”, con lo stile un po’ naive dei mitici anni Settanta, quando i giovani americani si riunivano in grandi eventi a base di musica rock e spinelli per festeggiare la fratellanza umana e la pace universale.

Purtroppo al giovane missionario gli indigeni non hanno risposto alzando l’indice e il medio per fare il segno di “peace-and-love”, ma l’hanno trafitto con le loro frecce senza starci a pensare due volte; e poi hanno persino bruciato il corpo dello sventurato.

E’ vero che sorte analoga toccò a molti evangelizzatori che, dopo la scoperta dell’America, si avventurarono nelle foreste tropicali; per non


E’ in arrivo il Natale

san francesco C’è nell’aria sentore di Natale, non è vero? I primi segni inequivocabili del suo prossimo arrivo si trovano sugli scaffali dei supermarket che, nella logica anticipatrice e calcolatrice del consumismo, già da un paio di settimane espongono i panettoni: con o senza canditi, con pezzetti di cioccolata, biologici e via dicendo (confesso che il mio preferito è quello solo con le uvette).

Ma subito dopo, come di routine ormai, arriva il segnale numero due: spunta in qualche parte d’Italia un o una dirigente scolastica delle materne o delle elementari che proibisce le programmate recite natalizie con relativi presepe e canti del Bambin Gesù. Il motivo è ben noto a tutti, credenti e non credenti: i riferimenti


Sì Tav

tav L’iniziativa è partita da un gruppo di donne torinesi, che hanno dato appuntamento in piazza Castello, la mattina di sabato 9 novembre, a tutti quelli che credono nella necessità di collegare con l’Alta velocità Torino a Lione e, quindi, al resto d’Europa. E sono arrivati in quarantamila a dire sì alla Tav: gente comune, semplici lavoratori, studenti, pensionati,commercianti, imprenditori.

Persone che non appartengono ad un preciso partito o movimento politico. Ma che credono nell’importanza delle comunicazioni, soprattutto quelle su rotaia, per lo sviluppo della città di Torino, che altrimenti rischierebbe di restare tagliata fuori dai grandi flussi commerciali come da quelli culturali.

Da quando la città è amministrata dalla sindaca Appendino, invece, la parola che viene ripetuta ossessivamente è


Non dimentichiamoci di Vittorio Veneto

ipa - vittorio-veneto - Camminavo per Figline, proprio in corso Vittorio Veneto, quando vedo un manifesto dell’amministrazione comunale con il titolo stampato bello grosso di “4 Novembre”. Capisco che si tratta della ricorrenza della vittoria italiana nella Prima guerra mondiale, che quest’anno dovrebbe avere ancora maggior risalto perché è un centenario (1918-2018); allora mi avvicino per leggere meglio e scoprire quali manifestazioni abbiano organizzato, ma vedo con grande disappunto che la deposizione della corona floreale davanti al monumento ai caduti non viene programmata per domenica 4 novembre, come sarebbe stato opportuno fare per coinvolgere la gente del paese; bensì il 5, di lunedì, alle ore 10, quando saremo tutti al lavoro.

Quale sia il motivo di


A San Lorenzo sfilano i partigiani

desire La morte violenta, crudele, barbarica di Desirée Mariottini è diventata il pretesto per l’ennesima marcia antifascista: nelle vie del quartiere romano di San Lorenzo, dove si è consumato il suo omicidio-stupro di gruppo, l’ Anpi, l’associazione dei partigani italiani, ha deciso di sfilare contro la rinascita del fascismo, mascherato – secondo loro – da odio nei confronti degli immigrati stranieri.

In verità non sono stati i partigiani dell’ Anpi e i loro eredi gli unici a sfruttare l’occasione della morte di Desirée per sollevare cartelli e gridare slogan antifascisti: quando il ministro dell’Interno Salvini era arrivato a San Lorenzo, davanti ai cancelli dell’ex fabbrica ora occupata dai pusher e dai drogati, per testimoniare la presenza dello Stato -come


Lo show della politica

cine Nell’ultimo fine settimana abbiamo assistito, grazie alle tv che ce li hanno mostrati, a due eventi politici diametralmente opposti per significato e molto diversi per dimensioni, ma che avevano in comune un elemento: la spettacolarizzazione.

Sto parlando, infatti, del meeting renziano alla stazione Leopolda di Firenze, giunto ormai alla nona edizione; e dell’adunata romana del Movimento 5stelle al Circo Massimo, che è culminata col discorso di Beppe Grillo.

Alla Leopolda, Matteo Renzi ha parlato davanti a una poderosa scenografia con la macchina del film “Ritorno al futuro” in posizione centrale, evocando così la dimensione cinematografica del suo “story telling”. Superata già da un bel pezzo la prima fase della rottamazione (verrebbe da dire: rottamata la rottamazione); archiviata anche quella


Disillusione europea

junker Secondo un sondaggio dell’emittente televisiva La7, se gli italiani votassero oggi in un referendum del tipo restare o uscire dall’ Unione Europea, solo il 44% sarebbe a favore della prima ipotesi; la maggioranza, invece, preferirebbe la Italexit.

Evidentemente, per moltissimi di noi, il sogno di un’Europa unita, forte e solidale, che prese forma proprio a Roma con il trattato del 1957, sta svanendo di fronte alla realtà degli ultimi anni, e che proprio in questi giorni sta assumendo dei contorni davvero surreali che fanno venire in mente certi film espressionisti in bianco e nero degli anni Trenta.

Sono anni che da Bruxelles inviano direttive sul diametro delle vongole che i pescatori italiani devono stare a misurare quando tirano