Se la scuola crolla

download (9) La scuola di Amatrice, da poco ristrutturata con una spesa di circa 700 mila euro e venuta giù come fosse stata costruita con la sabbia al posto del cemento, è una delle immagini più angoscianti che abbiamo visto in questi giorni alla tv: se il terremoto si fosse scatenato fra un mese, di mattina, ci sarebbe stata una terribile strage di bambini proprio a scuola, un’ istituzione che dovrebbe educarli e al tempo stesso proteggerli.

E invece, come già successo in passato, l’edificio scolastico è crollato (grazie a Dio, di notte e durante le vacanze estive), a dimostrazione del fatto che le scuole italiane non sono dei luoghi sicuri per chi ci lavora e soprattutto per i giovani


Vive la France

Burkini-1-625x345 Ci sono volute le tre orribili stragi di Charlie Hebdo, del Bataclan e di Nizza, e in Francia l’antico sentimento multiculturalista si è tramutato nell’ angosciante consapevolezza di essere sotto attacco. L’ aveva ufficialmente dichiarato il presidente Hollande (“siamo in guerra”), quando chiamò i partner dell’ Alleanza Atlantica a scendere in campo contro le centrali del terrore in Siria e in Iraq; l’ ha ribadito solo pochi giorni fa il premier Valls, sostenendo apertamente l’ iniziativa dei sindaci della Cote Azur che vietano l’ uso del burqini alle donne islamiche, in quanto “traduzione di un progetto politico, di contro-società, fondato tra l’altro sull’asservimento della donna”.

Il burqini, ovvero il costume integrale che come una sorta di scafandro


Era meglio il tricolore

download (8) Perché Elisa Di Francisca, la nostra bravissima fiorettista, dopo aver vinto la medaglia d’argento a Rio, ha deciso di sventolare la bandiera azzurra della UE anziché il tricolore nazionale? Lei stessa ha dichiarato di averlo fatto per ricordare le vittime di Parigi e di Bruxelles, e per indicare che contro il terrorismo bisogna essere uniti. Quindi concediamole pure il beneficio delle buone intenzioni e soprattutto il rispetto che un’ atleta del suo calibro merita da noi tifosi.

Ma proprio per questo, vorrei chiederle altrettanto rispetto per tutti quegli italiani che hanno iniziato ad amare la scherma grazie alle imprese di ragazze come lei; grazie alle medaglie che loro hanno conquistato negli ultimi due decenni; grazie al coraggio, alla forza,


Da Sigonella a Sirte la storia non cambia

download (7) La questione della Libia si è riaffacciata prepotentemente alla cronaca degli ultimi giorni, da quando i caccia americani hanno iniziato a bombardare Sirte, la roccaforte dell’ Isis sul Mediterraneo, avendo accolto l’ invito del neo-presidente Fayez Al Serraj ad intervenire a supporto delle truppe di terra libiche. L’ azione militare avviene, dunque, all’interno di un contesto di relazioni diplomatiche perfettamente legale, essendosi insediato a Tripoli il nuovo parlamento che è stato ufficialmente riconosciuto dall’ ONU.

Dopo mesi di annunci da parte di Matteo Renzi e del ministro Gentiloni, che ci spiegavano di voler attendere la formale richiesta del premier Serraj prima di intervenire contro i tagliagole del Califfo, stanziati a qualche centinaio di chilometri dalle nostre coste


La sicurezza, bene supremo

download (6) Ma quanti sono stati gli islamici italiani che domenica 31 luglio hanno aderito all’ invito di recarsi nelle chiese per commemorare la morte di padre Jacques Hamel, brutalmente ucciso dai soldati dell’ Isis sull’ altare della sua chiesa a Rouen? I nostri quotidiani più importanti hanno parlato di circa quindicimila persone di fede islamica, una cifra apparentemente elevata ma che purtroppo, se messa in relazione al numero complessivo, si rivela molto limitata (solo l’ 1%).

Contemporaneamente, papa Francesco ha ufficialmente ribadito il suo pensiero: l’ Islam non è terrorismo. E questa è senza dubbio una verità che nessuno potrebbe ragionevolmente confutare, visto che i fedeli islamici nel mondo sono circa due miliardi, mentre i terroristi delle varie


Un’ altra strage, un altro islamista

nizza Mohamed Salmene Bouhlel non era nato in Francia e non era un immigrato di seconda o terza generazione. Era arrivato in Francia dalla Tunisia nel 2011 ed aveva ottenuto il permesso di soggiorno perché aveva sposato una donna franco-tunisina. Suo padre vive ancora in Tunisia ed è un fondamentalista noto alla polizia locale. Per quanto Mohamed, a Nizza, non fosse stato schedato dalla forze di sicurezza come possibile terrorista, era già stato accusato di crimini contro la proprietà e di violenza.

Grazie all’ ospitalità offertagli dall’ accogliente Francia multiculturalista, Mohamed ha potuto noleggiare un camion pesante, raggiungere un’area affollata di gente per la festa del 14 luglio, ingannare i controlli (sic!) della polizia dicendo di essere lì per consegnare


A Fermo, la cronaca nera diventa odio razziale

fermo Che il povero Emmanuel Chidi Namdi avesse tutte le ragioni di questo mondo per incavolarsi e reagire alla bruttissima offesa (“scimmia africana”) rivolta da Amedeo Mancini a sua moglie, è sicuro come due più due fa quattro. Che Amedeo Mancini, l’ assassino, fosse anche un cafone, un bullo da strada nonché un ultrà del calcio, già sottoposto a provvedimenti restrittivi, è un altro dato di fatto indiscutibile.

L’ indagine non è ancora chiusa, ma al momento di certo c’è solo che Emmanuel, nella violenta colluttazione, si è preso un micidiale pugno in faccia, è caduto in terra, sbattendo la testa sul duro marciapiedi, come il medico patologo ha dichiarato, ed ha perso la vita, lasciando


La mattanza di Dacca

dacca Al mattatoio dell’ Isis a Dacca si muore se non si conoscono a memoria i versetti del Corano o si vive se le donne sono debitamente velate e gli uomini dimostrano la loro fedeltà al Profeta Maometto. Più o meno allo stesso modo, così racconta Primo Levi in “Se questo è un uomo”, si moriva o si viveva ad Auschwitz per un sì o per un no, quando i massacratori delle SS interrogavano i prigionieri appena scesi dai vagoni in cui erano stati costretti a viaggiare per giorni senza cibo né acqua.

La logica islamista è strettamente riconducibile a quella nazista. Il loro disprezzo per le vite degli altri raggiunge il livello di massima aberrazione: per i terroristi del Califfo,


Unione Europea: dov’ è l’uscita?

download (5) A ben guardare, il voto dei britannici che ha appena santificato l’ Exit rassomiglia a quelle separazioni inaspettate di certi mariti o certe mogli che all’ improvviso, una mattina, dopo anni di matrimonio che all’ altro coniuge sembrava filare liscio, escono di casa con la valigia in mano, salutano oppure no, e se ne vanno per la loro strada. A quelli che restano prende lo sgomento, la rabbia, persino il panico, e allora si gettano sulla prima poltrona a domandarsi che diavolo sia successo alla moglie o al marito, se magari sia impazzita/o o se, peggio ancora, abbia trovato un altro compagno/a.

A leggere i giornali filo-europeisti in questi giorni, ma anche i commenti sui


Il killer di Orlando

Omar mateen La strage di Orlando (49 morti e 53 feriti) è ormai diventata un problema linguistico. Eh sì, perché, nonostante i messaggi telefonici di Omar Mateen, in cui dichiarava la sua fede musulmana-integralista, e nonostante il suo riconoscimento “ufficiale” da parte dello Stato islamico (Isis), a partire dal presidente Obama è stato tutto un complicato gioco di interpretazioni e mascheramenti semantici, per cui le vittime sarebbero state ammazzate da un omofobo o da uno psicopatico o da uno che andava girando armato grazie alle leggi statunitensi che garantiscono la vendita delle armi.

Secondo le teorie di Obama, riprese dai grandi media americani e poi rimbalzate acriticamente su quelli nostrani, Omar Mateen era, dunque , nell’ ordine, uno che